Venerdì 15 giugno 2018

Ore 16.30 > Bar Centrale, Piazza Municipio

Inaugurazione ufficiale

Saluto delle autorità

Ore 16.50 > Bar Centrale, Piazza Municipio

Trento Poetry Slam

Musiche: Simone Dalprà.

Caldonazzo Poetry “Slim”

Per la prima volta ospite del Trentino Book Festival, il Trento Poetry Slam organizza il “Caldonazzo Poetry Slim”, una sfida poetica dai toni frizzanti che vedrà scontrarsi sul palco quattro poeti/performer in una battaglia all’ultimo verso. A condurre l’evento ci sarà il Maestro di Cerimonia Adriano Cataldo il quale, pescando casualmente tra il pubblico, selezionerà una giuria che sarà poi chiamata a designare il vincitore della sfida. Super-ospite sarà Simone Savogin, slammer attivo sin dal 2005 e 3 volte campione italiano nel campionato organizzato dalla L.I.P.S. (Lega Italiana Poetry Slam).

Ore 17.30 > Book Garden, Viale Stazione

Tiziana Ferrario con Marilena Guerra
In collaborazione con Soroptimist International club di Trento
“Orgoglio e pregiudizi”: il risveglio delle donne ai tempi di Trump

Un libro che comincia una mattina a Washington, il 21 gennaio 2017, giorno della marcia storica di un milione di donne contro il presidente Trump, e attraversa in presa diretta gli Stati Uniti fino ad arrivare in Italia. Un viaggio ricco di incontri e storie appassionanti, spesso difficili, molte delle quali sconosciute. Un racconto intenso, che cattura pagina dopo pagina sempre tenendo ferma l’attenzione sui fatti e su cosa resta da fare per raggiungere una reale parità. Le donne sono tornate ad alzare la voce chiedendo stesse opportunità di carriera, stessi salari e diritti. Dalle campionesse dello sport alle scienziate più geniali, dalle attrici di Hollywood a tante donne comuni che si stanno preparando per entrare in politica alla ricerca di una rivincita. E ancora le giornaliste delle redazioni più importanti al mondo che hanno affrontato sfide eccezionali a testa alta. Leggerete storie di donne famose e storie di donne sconosciute, ma altrettanto potenti, come la libraia italiana che promuove la diffusione dei libri di scienza alle ragazze. Sempre con l’attenzione puntata sul nostro paese, dove tanta strada è stata fatta ma tanta ne resta ancora da percorrere per una società più equa.

Ore 17.30 > Casa della Cultura

Massimiliano Unterrichter con Stefano Borile

In collaborazione con l’Associazione Culturale “Chiarentana”

L’ombra dell’apocalisse. La follia di pochi, una famiglia spezzata, come tante

1924. Un protagonista senza nome, perché non ci sono nomi dentro una guerra, ma solo vittime. Un giovane segnato per sempre nel corpo e nell’anima, come troppi altri che quel massacro non avrebbero mai voluto. Un’apocalisse che sopravvive dolorosamente nei ricordi, legati a scintille di umanità tanto più preziose in quanto scoccate nella più greve oscurità, ma non solo. Un antieroe, imbevuto di una cultura, forse un sogno, fiorente a cavallo del secolo così a Vienna come a Parigi, estranea alle contorsioni della politica e alla becera violenza dei nazionalismi. Una cultura che qualcuno definì antiquata, ma la storia si è incaricata di riconoscere in anticipo sui tempi. A quella, e all’amicizia, si aggrapperà per cercare di sfuggire al dolore e agli incubi, sopravvivere in un mondo sconvolto e ancora preda della stessa violenza e stupidità, che come un’ombra sembrano oscurare anche il futuro.

Ore 19 > Magnifica Corte Trapp

Massimo Cacciari con Pierangelo Giovanetti
Tra Re Lear e Maria: il cieco terrore di un’eredità, la passione per la famiglia umana

Da una parte c’è un padre che è pure un sovrano, un re vecchio, cieco e stanco che abdica senza desiderare eredi e dall’altra parte una madre, “figlia del proprio figlio”, che genera Dio. Il primo non ritiene le proprie figlie degne del trono, considera una sventura la figliolanza e la parentela; la seconda, Maria, accetta di concedere una figliolanza non solo a se stessa, ma all’intera umanità. Due posizioni antitetiche, almeno all’apparenza, che si interrogano sul ruolo dell’eredità. Re Lear la ritiene impossibile e pericolosa per il mondo, la Vergine ne incarna l’essenza e così facendo dà respiro ad un’intera civiltà. Partendo dunque da due dei suoi ultimi libri (“Generare Dio” e “Re Lear. Padri, figli e eredi”) Massimo Cacciari ci aiuta ad orientarci in questa vertiginosa dicotomia, forse solo all’apparenza tanto contrastante, spiegando la posizione dell’uomo moderno: lacerato e diviso tra l’egoismo dettato dalla paura e l’anelito appassionato a dare un seguito alla propria storia e a quella della famiglia umana.

Ore 20.30 > Casa della Cultura

Le Fabuline presentano
QUEL MOSTRO MI CALZA A PENNELLO

In un paese isolato vive una vecchina scorbutica che ama cucire calzini con della lana selvaggia. Dalla parte opposta di questo paese vivono dei bambini che mal sopportano la routine prima di andare a dormire … per uno sfortunato collegamento dei tubi della lavatrice il bagno di questi bambini e la casina della vecchina diventano comunicanti. Uno spettacolo divertente che ci dimostrerà come l’astuzia dei bambini manderà a monte i piani della terribile vecchina.
Testi a cui si ispira liberamente lo spettacolo: Julia Donaldson, Axel Scheffler “Il Gruffalò” Emme Edizioni; Henriette Bichonnier, Pef “Il mostro peloso” Emme Edizioni; Magali Bonniol, Pierre Bertrand “Cornabicorna” Babalibri; Pablo Prestifilippo “ Manuale dei calzini selvaggi” Orecchio Acerbo; La Pina “Il pianeta dei calzini spaiati” ADD Editore.
Età consigliata: 4-8 anni. Info: 349.3696244

Ore 21 > Teatro S. Sisto

Massimo Bubola con Francesco Filippi.
Ballata senza nome. Una “Spoon river” della Grande Guerra
Presentazione concerto. Cori: Lucia Miller

È il 28 ottobre 1921. Siamo nella basilica di Aquileia. Gli occhi di tutti sono rivolti alle undici bare al centro della navata, e alla donna che le fronteggia: Maria Bergamas. Maria deve scegliere, tra gli undici feretri, quello che verrà tumulato a Roma, nel monumento al Milite Ignoto, simbolo di tutti i soldati italiani caduti durante la Grande Guerra. Maria passa davanti a ogni bara, e ognuna le racconta una storia. Sono vicende di giovani uomini, strappati alle loro famiglie, ai loro amori, ai loro lavori, finiti a morire in una guerra durissima e feroce: contadini e cittadini, borghesi e proletari, braccianti e maestri elementari, fornai, minatori, falegnami, muratori, veterinari e seminaristi che parlano in latino con il nemico ferito sul campo di battaglia. Attraverso le voci di questi soldati senza nome non solo riviviamo i momenti cruciali della Grande Guerra, non solo ci caliamo, in una vera trance empatica, nelle vite dei protagonisti, ma riscopriamo un’Italia che oggi si può dire definitivamente scomparsa. Massimo Bubola, in questa «ballata», fonde le sue eccezionali doti di musicista con una sensibilità linguistica davvero rara: fa rinascere parole dimenticate, le armonizza e le «mette in musica», e dà alla luce un’opera destinata a rimanere nel tempo, sia per il suo valore storico e culturale, sia per la sua qualità lirico-letteraria.

Ingresso: Euro 15,00, posto unico.
Prevendite in tutte le Casse Rurali e su www.primiallaprima.it

Ore 21 > Book Garden, Viale Stazione

Michela Marzano con Fausta Slanzi
“L’amore che mi resta”: questo nostro ostinato bisogno di qualcuno da amare

Nel suo ultimo romanzo, Michela Marzano dà voce a una madre e al suo struggente de profundis. Scavando nella verità delle relazioni umane, parla di tutti noi. Del nostro desiderio di essere accolti e capiti, della paura di essere abbandonati, del nostro ostinato bisogno di amore, perché «senza amore si è morti, prima ancora di morire».
Ordinaria di filosofia morale all’Université Paris Descartes (SHS - Sorbonne) Michela Marzano, grande pensatrice a cui l’Italia ha dato i natali e la formazione universitaria, è fra le filosofe che la storia ricorderà. La sua instancabile e raffinata ricerca pone l’essere umano al centro. Punto di partenza delle sue acute riflessioni, della sua attività di saggista, persino del suo lavoro politico è la fragilità della condizione umana del nostro tempo “sbandato”. Vincitrice del premio letterario Bancarella nel 2014, scrive in italiano dopo averlo fatto per anni solo in francese. Parigina d’adozione, Michela Marzano, è editorialista de ‘La Repubblica’. Conversare con lei partendo, innanzitutto dall’amore e dal suo caleidoscopico significato, sarà una bella opportunità di crescita personale.