Domenica 18 giugno 2017

Ore 10.30 > Giardino di Via Stazione

Adriano Vianini
Filotondo. Quante storie in questo mondo

Filotondo è un libro di canzoni illustrate, per accompagnare vissuti e ricorrenze del tempo scolastico; si dipana come un gomitolo, lasciando dietro di sé una traccia fatta di musica, parole ed emozioni; si srotola in un tempo e uno spazio e racconta in musica esperienze vissute dai bambini e dalle bambine nella scuola dell’infanzia. Le illustrazioni sono di Maria Carla Trainotti.
Gli autori invitano a proseguire il viaggio iniziato con “Un passo dopo l’altro”, proponendo questa nuova raccolta con 14 canzoni da ascoltare e cantare per scoprire sé, l’altro e il mondo.
Età consigliata: dai 3 agli 8 anni.

Ore 11 > Bue Coffee Bar

Vivian Lamarque con Giuseppe Colangelo
In collaborazione con Soroptimist International club di Trento

“Andiamo pure fuori tema”. Conversazione digressiva con Vivian Lamarque su vita poesia e fiaba.
Nel suo libro poetico d’esordio (“Teresino” 1981) Vivian Lamarque lasciava emergere, fin dai testi inaugurali, immagini dolorose della sua infanzia segnata da una ferita profonda e mai completamente rimarginata. E più avanti quelle della vita adulta con le sue alterne vicende di speranze e delusioni, di rari momenti di pienezza e di nuove ferite. Il tutto messo in versi con una levità linguistica fuori dall’ordinario, con una capacità di cogliere le più riposte potenzialità della parola comune e di piegarle, con assoluta naturalezza, a soluzioni inedite. Qualità individuate subito da Giovanni Raboni, suo scopritore, e poi pienamente riconosciute dalla giuria del “Viareggio” che nell’assegnarle il premio Opera Prima chiudeva il testo della motivazione guardando “con sicura fiducia alle future prove dell’autrice”. Vivian Lamarque non ha tradito tali attese. La sua poesia, come dimostrano tutte le raccolte successive, non solo ha continuato a caratterizzarsi per originalità e accuratezza stilistica ma ha saputo via via ampliare il suo spettro tematico fino a toccare sorprendenti corde civili che ne fanno una delle voci più riconoscibili e amate dell’attuale panorama letterario italiano. Di questo singolare viaggio creativo si parlerà nell’incontro con la poetessa. In un colloquio senza schemi prefissati e con la salutare libertà di andare “fuori tema” in qualsiasi momento.

Ore 12.20 > Casa della Cultura

Katia Bernardi con Tiziana Tomasini

I sogni son desideri. Il clamoroso, irresistibile caso delle Funne di Daone
Le Funne, il gruppo di donne del circolo pensionati Rododendro di Daone, sono diventate un assoluto fenomeno mediatico, tanto da richiamare ai piedi dell’Adamello anche una giornalista della Bbc. Katia Bernardi fa la regista da 18 anni e grazie alle Funne di Daone ha “spiccato” il volo in ambito artistico con un film andato su piccolo e grande schermo ed un libro edito da Mondadori. Dopo tanto successo, il TrentinoBookFestival non poteva certo esimersi dall’invitare Katia e le sue donne e per giugno non possiamo che aspettarci fuochi d’artificio. Perché con le Funne tutti i sogni possono avverarsi.

Ore 14.30 > Ristorante Pineta (servizio bus navetta gratuito)

Francesco Vidotto con Gabriele Buselli
In collaborazione con Fondazione Dolomiti Unesco

Fabro. La melodia delle Dolomiti nel destino di un uomo
I luoghi del Trentino Book Festival, a Caldonazzo, sono a poca distanza dalla città e a due passi dal lago o da boschi e sentieri di montagna. Il tema della scelta del ritorno alla montagna e ad uno stile di vita più sobrio è stata una costante delle prime sei edizioni del festival: da Mauro Corona fino a Devis Bonanni.
Nel 2017 sarà Francesco Vidotto a portare avanti questo "filone". Romanzi che come titolo portano nomi propri: da "Oceano", che lo ha fatto diventare una "rockstar" in ambito letterari, a "Fabro" che verrà presentato al #tbf17, fino ad "Elia", che arriverà a ottobre.

Ore 15.45 > Palazzetto

Moni Ovadia con Enrico Franco
“Il coniglio Hitler”. Quando il confine tra verità e menzogna si fa sempre più sottile

Chi ha trasformato il più feroce tiranno della storia, Adolf Hitler, in un coniglio che spunta dal cilindro nel più classico dei giochi di prestigio? Nessuno si sarebbe azzardato a fargli ricoprire questo ruolo in vita, né all’inizio della sua ascesa, quando poteva ancora essere fermato, né in seguito, quando il suo potere era ormai diventato inarrestabile. Perché a qualcuno venisse in mente di usare il diabolico Führer come un trucco da palcoscenico, doveva fare la sua comparsa un nuovo tipo di demagogo. Un leader che per legittimare le proprie guerre ha bisogno di riattizzare continuamente le paure del suo popolo, additando il nemico di turno.
Così il mondo si è popolato di tanti, nuovi Hitler: ogni dittatore, dittatorello, estremista, fanatico, ogni nemico dell’olimpico Occidente diventa, con un gioco di prestigio, un coniglio col ciuffo e i baffetti neri. Con l’unico scopo di mettere a tacere chiunque rivendichi il valore non negoziabile della pace. Su questo inganno prosperano gli imperi moderni, che sventolano bandiere diverse ma usano gli stessi metodi per soffocare il diritto, la democrazia, il dissenso.

Ore 16 > Teatro S. Sisto
Associazione Culturale “teatro Moda”
Oscar e la dama in rosa
Dal libro omonimo di Eric Emmanuel Schmitt.
Con
Janna Konyaeva. Regia: Emanuele Pianta. Voce: Mariabruna Fait.
Un piccolo gioiello. Ecco cos’è questo monologo. Un gioiello dai poteri magici. Sì, perché narrando un tema non facile riesce a fare poesia; parlando di morte riesce a riempire il cuore di speranza. Una specie di miracolo, insomma. Uno di quei prodigi di cui solo il teatro è capace.
Un testo ed uno spettacolo, intrisi di pathos e di commozione, che non si dimenticheranno facilmente
Oscar è un bambino di 10 anni, affetto da una forma leucemica giunta alla fase terminale, soprannominato “testa pelata” per l’esito delle cure subite. Una volontaria, chiamata da Oscar “nonna Rosa”, gli propone un gioco che consiste nel vivere 10 anni in un solo giorno. Seguirà, quindi sul palcoscenico una vita di decine e decine di anni, dall’adolescenza, alla fase adulta, all’anzianità. Ci saranno le sue avventure, le sue speranze, le fantasie, l’amore per Peggy Blue, la bambina dell’ultima stanza, in fondo al corridoio... Dopo 10 giorni, Oscar, ormai ultracentenario, sarà sazio della sua lunga vita.

Lo spettacolo è adatto anche per bambini, ma solo dai 11 anni in su, meglio se accompagnati

Ingresso: Euro 5,00, posto unico. Prevendite in tutte le Casse Rurali e su www.primiallaprima.it

Ore 16.45 > Sala Capricci, Piazza vecchia e Biblioteca Comunale

Che bella storia essere piccoli
Nati per Leggere al Trentino Book Festival

Letture per bambini dai zero ai sei anni a cura delle bibliotecarie della Valsugana e delle Volontarie Nati per Leggere
Sala capricci (3-6 anni). Biblioteca comunale (0-3 anni).

Ore 17 > Blue Coffee Bar

Cleo Toms con Michela Grazzi

La magia delle #piccolecose.
Il secondo capitolo della storia di Luna
Un grande amore non dà alternative: puoi viverlo fino in fondo o dimenticarlo per sempre. Il secondo capitolo della storia di Luna. «Sono certa che adesso Gemma sarà totalmente immersa nella sua nuova vita. È a New York, con davanti una strada infinita da poter percorrere, per quale ragione dovrebbe ricordarsi di me? Mentre io da quel giorno di giugno non riesco a smettere di pensare a lei».
Il secondo attesissimo romanzo di una delle youtuber più seguite.

Ore 17 > Casa della Cultura

Carmen Pellegrino con Luciana Grillo
In collaborazione con Soroptimist International club di Trento

Se mi tornassi questa sera accanto
"Se mi tornassi questa sera accanto", memorabile incipit della poesia “A mio padre” di Alfonso Gatto, è il secondo libro di Carmen Pellegrino che racconta il delicato rapporto tra padre e figlia. Un romanzo sulla distanza, a volte abissale, che può esserci tra gli esseri umani, specie se si sono amati.
Giosuè Pindari - uomo antico, legato alla terra, alla famiglia e a un ideale politico - scrive lettere alla figlia Lulù, che se ne è andata e non dà più notizie di sé, e le affida alla corrente del fiume, arriveranno mai? Non è importante saperlo. In fondo il fiume, con le sue piene improvvise, sa sempre come arrivare a destinazione.
In quella distanza vive Lulù che d’un tratto, dalle sponde di un altro fiume - dopo l’incontro con Andreone, l’uomo “leggero” che aspetta la piena - è come se rispondesse alle lettere paterne, seguendo la corrente.
I lettori di "Cade la terra" ritroveranno le atmosfere che avevano amato, la scrittura forte e poetica, all’interno di una vicenda distesa, al tempo stessa realistica e fantastica.

Ore 18 > Palazzetto

Ferruccio De Bortoli con Enrico Franco

Poteri forti (o quasi). Memorie di oltre quarant’anni di giornalismo
Il diario, anche autocritico, dell’ex direttore del “Corriere della Sera” e del “Sole 24 Ore”. Un libro molto atteso, oltre quarant’anni di storia del nostro paese e del mondo vissuti da uno speciale punto di osservazione. Scena e retroscena del potere in Italia, dalla finanza alla politica e alle imprese, dai media alla magistratura, con i ritratti dei protagonisti, il ricordo di tanti colleghi, episodi inediti, fatti e misfatti, incontri, segreti, battaglie condotte sempre a testa alta e personalmente: per la prima volta Ferruccio de Bortoli, un punto di riferimento assoluto nel giornalismo internazionale, racconta e si racconta. Con molte sorprese.

Ore 18.30
> Piazza Municipio

Veronica Pivetti con Fausta Slanzi

Mai all’altezza. Come sentirsi sempre inadeguata e felice
"Per una bambina di sette anni avere il trentasei di piede nel 1972 era come avere due teste o la barba... i bambini erano bassi e le bambine più basse ancora. poi c'ero io. La più alta della classe, irrimediabilmente fuori misura." Fuori misura, ma mai all'altezza! Su questo paradosso Veronica Pivetti ha costruito una carriera, e questo libro. Un libro che racconta di una casa andata in fumo, di un'infanzia funestata dalle cattive ragazze, di una vita costellata di grandi e piccoli traumi, di incontri con una serie di personaggi bizzarri, meschini, improponibili, o semplicemente ridicoli. Ma che racconta anche come dalle macerie si possa ricostruire, come dai traumi si possa guarire, come dalla cattiveria ci si possa difendere, semplicemente applicando a ogni cosa il magico filtro dell'umorismo. Veronica, l'ironica, riesce a ridere e a farci ridere delle sue disavventure. Certo, la vita può essere un inferno per chi si sente costantemente inadeguata, troppo spesso in debito di autostima. ma il riscatto – anche dall'inferno – è possibile, basta riderci sopra e saperlo raccontare. Nel suo primo libro veronica ha descritto la sua depressione facendoci morire dalle risate. In "Mai all'altezza" ricorda i traumi di una vita con la stessa verve irresistibile.

Ore 20 > Palazzetto

Andrea Scanzi con Andrea Tomasi

I migliori di noi: l’amore, l’amicizia, il tempo nell’Italia di oggi
Il giornalista toscano, nota firma de "Il Fatto Quotidiano", conduttore televisivo e celebre opinionista, presenterà il suo secondo romanzo in cui affronta il tema dell'amicizia, ma anche dell'amore e del tempo che, inesorabile, corre via con i suoi silenzi, ricordi e rimpianti. Pagine ricche di emozioni ma anche di note umoristiche, l'occhio del narratore sempre ironico verso gli usi e i costumi dell'Italia di oggi, a volte con sfumature di tenerezza lontane e insospettabili dall'immagine pubblica del suo autore.

Ore 20.30 > Teatro S. Sisto

Moni Ovadia in

Leggere Dante: il coraggio di assumere il proprio destino
Lectura Dantis del canto XXVI dell’Inferno, con musiche dal vivo di tradizione greco-ottomana
di e con Moni Ovadia. E con Stefano Albarello: canto e qanûn; Maurizio Dehò: violarda
Moni Ovadia, grande intellettuale contemporaneo che ha sempre avuto come filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua vastissima produzione discografica e libraria la tradizione composita e sfaccettata, il "vagabondaggio culturale e reale" proprio del popolo ebraico e della figura dell’esiliato in genere si confronta con il canto XXVI dell’inferno Dantesco in cui emerge la figura di Ulisse.
Un Ulisse che nella “Divina Commedia” chiama i compagni "fratelli" e li incita ad interrogarsi sul senso della vita e a non privarsi nell'ultima parte dell'esistenza della possibilità di continuare a conoscere.
Una grande lezione di consapevolezza e un richiamo a quei valori che distinguono gli esseri umani dalle bestie.
Ingresso: Euro 20,00, posto unico. Prevendite in tutte le Casse Rurali e su www.primiallaprima.it

Ore 21.30 > Piazza Municipio

Car Wash e Riccardo Gadotti

Ma che colpa abbiamo noi
Come il rock ha cambiato le nostre vite
Liberamente tratto da “Sarà una bella società” di Shel Shapiro e Edmondo Berselli.
«Dove inizia la storia del Rock? E chi lo sa? Che lo venite a chiedere a me che non so nulla… Nemmeno cos’è sto Rock… Io so solo che ci voleva solo che qualcuno provasse a mettere insieme il bianco e il nero, il Mississippi e Chicago, il Delta e New York City, la provincia profonda e le città, la campagna e le metropoli. Che facesse esplodere una voglia nuova. Un desiderio. Quell'energia che si accumula quando ci si accorge che tutto può cambiare, all'improvviso. Che preme e vuole venire fuori. Il rock nasce in un momento imprecisato degli anni Cinquanta. Forse è nato secoli prima, dentro una foresta… Forse comincia con quello sparo a Dallas, il 22 novembre del 1963… O con quei quattro ragazzotti col caschetto che all’unisono decidono di far innamorare il mondo intero».
In un coinvolgente mix narrativo-musicale,
Riccardo Gadotti lega tra loro alcuni dei brani che hanno fatto la storia del rock, eseguiti magistralmente dai Car Wash. La band è formata da Roberto Murari (guitar, vocals); Saverio Sartori (guitar, vocals); Sergio De Scolari (drums); Valentino Stenghel (bass) e Silvano Sam (keyboards, vocals).