"Pulp": da Guido Gozzano a Niccolò Ammaniti

Stefania Simeoni e Samuel Maranelli Lippitz presentano al TBF14 “Pulp - Dialogo tra letteratura e arte figurativa, dalle “farfalle” di Gozzano al “Libro Italiano dei morti” di Nicolò Ammaniti”, una serie di opere visive che dialogano con due opere di epoche diverse che paiono però avere un misterioso legame tra loro. Il poema “Le farfalle. Epistole entomologiche” del poeta crepuscolare italiano Guido Gozzano, scelto dalla Simeoni, è un poemetto didascalico incompiuto e lasciato parzialmente inedito dal suo autore, morto nel 1916.
Si sintonizzano invece sulle frequenze de “Il libro italiano dei morti” dello scrittore pulp italiano Niccolò Ammaniti, le produzioni di Samuel Maranelli Lippitz. Un romanzo mai pubblicato interamente e dalla forte contaminazione trash, con una trama surreale e macabra. Riduttivo sarebbe definirlo una zombie-story.
Stefania Simeoni ha volutamento scelto questo testo letterario poichè anche le sue opere sono una diretta riflessione sul rapporto dell’uomo con la natura. Come il bruco si trasforma in crisalide e rinasce farfalla, Stefania nelle sue opere attua una metamorfosi simbolica e corporea. Per trasformarsi utilizza tre strumenti: il proprio corpo, la macchina fotografica e i materiali della natura.
Samuel, in arte SAMUTOJJ, si è imbattuto parecchi anni fa in questo libro che lo ha profondamente segnato nel suo stile. Molte delle creazioni passate sono riconducibili ad una visione “ammanitiana” della vita, dell'ambiente e delle persone. La distorsione della realtà è un argomento ricorrente che ci pone una domanda: è la nostra visione della realtà che è distorta o è la realtà distorta che noi osserviamo con lucidità? Come per il bruco in Gozzano, la trasformazione è centrale nel romanzo, non si parla più di Larve Eruciformi, ma la trasformazione da stato vivente a decesso seguito dal risveglio dall'oltretomba. Anche in questo caso vengono utilizzati tre strumenti: i corpi di cadaveri di ogni generi e specie, un incantesimo, un prete “ammazza-zombie” dotato di doppietta ed una Vespa Piaggio blu.
Niccolò Ammaniti è ancora vivo e sarebbe forse meglio chiedere a lui direttamente a cosa stesse pensando durante la stesura del romanzo e quali significati intrinsechi contenga l'opera. La sua abilità letteraria è indubbia e alcuni dei suoi romanzi più conosciuti sono ormai dei classici della letteratura italiana contemporanea.
La volontà è quella di celebrare questo embrione di una scrittura diretta e al limite del trash con la serie di opere pittoriche qui proposte. Le visioni create sono forti, senza filtri e si avventurano nei capitoli più avvincenti della vicenda offrendo pannelli e tele visionarie dal sapore metallico e dall'odore di putrefazione.
Nella speranza di non spaventare nessuno, buona visione. Anche ad eventuali zombie.