Giuseppe Culicchia e Federica Maffucci: va in scena l'antipresentazione di "Tutti giù per terra remixed"


Un reading spettacolare, fuori dagli schemi, rivoluzionario. Un prodotto d’avanguardia come fu 20 anni fa “Tutti giù per terra” di Giuseppe Culicchia, che già prefigurava lo stato d’insofferenza del precariato italiano ancora prima che la crisi economia arrivasse a demolire le speranze delle nostre giovani generazioni. Ecco allora che la versione “remixed” pubblicata lo scorso anno da Mondadori, trova in un'antipresentazione un sovvertimento delle regole, inserendo gag e letture tratte dal romanzo di cui è protagonista di nuovo Walter. In attesa di questo evento che Culicchia porterà in scena insieme all’attrice Federica Maffucci, abbiamo girato come di consueto alcune domande all’autore, anticipando qualche piccola curiosità su quanto il pubblico del TBF 2015 avrà modo di vedere.
 
Cosa l'ha spinta a riprendere in mano "Tutti giù per terra" e a realizzarne una piece teatrale insieme all’attrice Federica Maffucci?
Tutti Giù Per Terra raccontava già vent'anni fa l'Italia di oggi, a riprova del fatto che il nostro è un Paese bloccato, dove tutto (o quasi) resta com'era.

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Cassa Rurale di Caldonazzo: "La grande opportunità che il Festival fornisce al nostro territorio"

Intervista alla dott.ssa Montermini, Vicepresidente della Cassa Rurale di Caldonazzo, main sponsor del TBF
Il Trentino Book Festival vive anche grazie all'aiuto decisivo delle aziende private. Sin dalla prima edizione, la Cassa Rurale di Caldonazzo ha capito l'importanza di questo evento in termini di ricaduta culturale e sociale, diventandone stabilmente e in maniera convinta sponsor ufficiale. Abbiamo intervistato la Vicepresidente, dott.ssa Patrizia Montermini.

Come mai avete deciso di sostenere una manifestazione come il Trentino Book Festival?
Si tratta di una importante manifestazione culturale nata all’interno della comunità di Caldonazzo. Tra gli scopi di una banca di credito cooperativo vi è quello di sostenere le comunità locali. L’articolo 2 del nostro statuto che recita testualmente “Essa ha lo scopo di favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi…..”

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Stefano Bordiglioni: letture ad alta voce e canzoni "giocattolo"


Al Trentino Book Festival 2015 appuntamento per i lettori in erba. Stefano Bordiglioni, autore di numerose favole, racconti e storie per ragazzi, pluripremiate (per chi ne volesse sapere qualcosa di più: http://www.bordiglioni.com/), proporrà alle giovani leve un incontro articolato dove coinvolgerà il suo pubblico attraverso letture ad alta voce intervallate da canzoni "giocattolo" accompagnate dalla chitarra. In attesa della sua favolosa partecipazione alla manifestazione letteraria, gli abbiamo rivolto alcune domande, giusto per anticipare quanto attende il pubblico di piccoli lettori.

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"Le parole di Gaber" per capire il nostro modo di vivere, i nostri moventi, i nostri valori


Al TBF15, la compagnia teatro e musica UNFOLD SABOTAGE presenta, una produzione Trentino Book Festival,

LE PAROLE DI GABER Voce narrante: Luca Buonocunto. Pianoforte e voce: Sergio Tessadri. Basso: Pietro Cappelletti. Chitarra: Fabrizio Tedeschini.

Parlare di Giorgio Gaber è decisamente impegnativo. E questo spettacolo non vuole solamente raccontarlo. Non si vuole nemmeno celebrare nuovamente le sue esequie. Bensì incontrare persone che credono di aver ricevuto in eredità da lui un grandissimo dono. E poi altre persone che del suo percorso artistico ed umano magari non sanno molto, con l’augurio di suscitare in ciascuno un risveglio di coscienza, che era, in sintesi, lo scopo principe di tutto il suo sforzo sia artistico che personale. L’esame di coscienza di Giorgio Gaber è a 360 gradi: la politica, la società, la famiglia, la persona. La sua ricerca è totale e profonda. Egli ha guardato con coraggiosa obiettività il nostro modo di vivere, i nostri moventi, i nostri valori. La sua analisi è stata precisa e completa. Ci lascia infatti una traccia precisa di ciò che siamo. Ci offre però anche una bussola per riuscire a superare questa lunga e profonda crisi esistenziale in cui siamo tutti immersi. La scelta dei brani segue un percorso preciso: sono pezzi attraverso i quali si valorizza quella ricerca dei valori fondamentali dell’uomo che Gaber ha desiderato approfondire lungo tutta la sua carriera e la sua vita.

Simona Sparaco: ad occhi chiusi lungo i sentieri della vita



Viola nella vita è scappata da tutto. Si è lasciata alle spalle le sue radici per rifugiarsi nella metropoli caotica, nella vita frenetica, in un matrimonio apatico, nascondendosi agli occhi di tutti. Poi ad un tratto l’imprevisto che la riporta al suo passato, attraverso una percorso introspettivo, che ripercorre antichi culti sibillini. Un itinerario che la porterà ad aprire lo sguardo su quello che scorre invisibile tra le maglie della realtà, quella dimensione misterica di cui spesso si ha l’impressione di sentire la presenza, ma che in pochi sanno ascoltare. Una storia che si snoda in “Se chiudo gli occhi” (Giunti) di Simona Sparaco, libro che l’autrice presenterà alla prossima edizione del Trentino Book Festival.

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Simonetta Agnello Hornby: a Mosè, un viaggio del palato tra i piatti di un tempo


Simonetta Agnello Hornby ci invita a sedere alla tavola di Mosè. Lo fa raccontando una serie di occasioni di convivio, mostrandoci i prodotti di stagione e accompagnandoci nella scelta del menù. Trasformando i resti in pietanze squisite, l’autrice riporta alla luce le ricette tramandate da cinque generazioni, oltre a quelle segrete delle monache. Un percorso iniziatico verso la luminosa sala da pranzo, dove ogni ornamento trova il suo posto e ogni ospite è invitato a sentirsi a proprio agio, per facilitare la conversazione. Tutto questo nelle pagine del libro “Il pranzo di Mosè” (Giunti), che l’autrice presenterà al Trentino Book Festival 2015. In attesa della sua partecipazione, le abbiamo girato di consueto alcune domande alle quali cortesemente ci ha risposto.

Quanto spazio occupa l’arte del cucinare nella sua vita?
Cucinare non è un’arte, ma un attività fondamentale dunque necessaria per gli esseri umani, gli unici che cucinano quello che mangiano. Mangiare è essenziale alla vita, e, come coprirsi il corpo per proteggerlo dal clima e dalla natura, può avere aspetti artistici, come è evidenziato dalle tavole imbandite, da pietanze servire sontuosamente e da capolavori di scultura degli chef. Anche il vestire può assurgere ad arte nell'alta moda.

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Paolo Crepet racconta la gioia di educare


Mai come oggi una generazione di giovani vive altrettanto benessere e disarmante vulnerabilità. Ragazze e ragazzi cresciuti senza conoscere il senso della frustrazione e del dolore, che tentano di sopravvivere aggrappati a un presente imbalsamato di privilegi, terrorizzati da un futuro insicuro. Identità fragili alle prese con famiglie fragili.
Da anni Paolo Crepet viaggia lungo l'Italia incontrando genitori, studenti, insegnanti, educatori, per comprendere i motivi di questa crisi silenziosa che attraversa la scuola e la famiglia.
Venerdì 12 giugno, Crepet sarà al Trentino Book Festival per parlarci della gioia di educare. Perché come dice lui: «Educare vuol dire tirare fuori da ognuno il talento che ha».

Roberto Innocenti: un plastico tuffo nella fantasia dei libri illustrati


Fare due chiacchiere con Roberto Innocenti ti può trascinare in quel mondo che lui solo sa raccontare, attraverso le sue immagini. Illustratore italiano di fama internazionale, artista autodidatta che ha saputo esprimere a fondo il proprio talento, Innocenti è riuscito a raccontare attraverso le sue tavole fiabe sedimentate nella tradizione mondiale con un piglio innovativo. Tra i numerosi premi internazionali ricevuti, nel 2008 il prestigioso “Premio Hans Christian Andersen” come migliore illustratore, l’unico italiano ad ottenerlo. Tra le sue fila Cenerentola, Cappuccetto Rosso e il libro illustrato che l’ha consacrato, la Rosa Bianca. Ecco allora che anticipando la sua partecipazione al Trentino Book Festival gli abbiamo rivolto alcune domande, alle quali l’artista non ha tardato a rispondere.
 
Quali sono gli aspetti che regolano la convivenza tra testo scritto e illustrazioni?
Gli aspetti sono molteplici, ma le regole sono affidate al “buon senso”, ai gusti, alla cultura e all’esperienza dell’illustratore. Nei classici o nella didattica, l’illustrazione è una interpretazione creativa o una spiegazione figurativa chiarificatrice (da qui deriva l’illustrazione). Nell’interpretazione dei testi preesistenti ci può essere molta creatività e invettiva, ma aderente al testo. I classici di solito pretendono conoscenza e documentazione, dai libri, come dai films, altre forme narrative rivolte al pubblico.

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Stefano Benni sarà "Cyrano" al TBF15

Stefano Benni porta al Trentino Book Festival una delle grandi storie della letteratura internazionale: il Cyrano de Bergerac. Un reading che parte dalla riscrittura del testo di Rostand realizzata dallo stesso Benni per il progetto Save the story, frutto della collaborazione tra la Scuola Holden e il Gruppo Editoriale L'Espresso. In questa sua nuova avventura sarà accompagnato dalla giovane e talentuosa pianista Giulia Tagliavia. Una lettura capace di raccontare la storia di Cyrano e della sua amata Rossana anche a un pubblico molto giovane, un incontro che, nell'unione di musica e parole, sarà in grado di emozionare e ricordare quanto sia importante coltivare l'amore per i libri. Tutto questo il 12 giugno, alle 21.30
Stefano BENNI, la mattina dopo, sarà lieto di incontrare il pubblico del Festival... Restate sintonizzati per i dettagli...

Furio Colombo: Pier Paolo Pasolini mi disse: "Siamo tutti in pericolo"


“Perché siamo tutti in pericolo”. Con queste parole che ancora oggi ci tempestano la testa, Pasolini chiudeva quella che sarebbe stata la sua ultima intervista. Profetiche riflessioni di cui è diventato custode Furio Colombo, che proprio a poche ore dall’omicidio dello scrittore, raccolse una breve intervista ora raccolta in “L’ultima intervista di Pasolini” (Avagliano), introdotta da un saggio di Gian Carlo Ferretti. Una testimonianza importante, che rende omaggio ad una delle figure più importanti del panorama letterario del secolo scorso. In attesa della partecipazione al Trentino Book Festival, abbiamo realizzato una breve intervista con Colombo.

 Quello che impressiona il lettore è la visione “profetica” di Pasolini. Un episodio o ci sono mai stati altri precedenti in cui l’intellettuale bolognese aveva dato “segnale” di questa sua capacità?
Ci sono stati molti precedenti in due sensi. Lo scrivere di Pasolini era tutto in anticipo rispetto al suo tempo, basti pensare ai due celebri corsivi apparsi in prima pagina sul Corriere della Sera diretto a quel tempo da Piero Ottone: uno era il famoso testo “delle lucciole”, ovvero un’incredibile anticipazione di tutti i temi ecologici che sarebbero poi diventati centrali, importanti e notati da scrittori e politici soltanto 20 anni dopo. Il secondo testo è l’ancora più celebre corsivo “Io so chi è il colpevole, ma non ho le prove” in cui ha drammaticamente anticipato un’epoca in cui finisce una subordinazione al potere che ha tenuto “ferme” non soltanto le persone normalmente conformiste ma anche coloro che per principio o attività prescelta facevano opposizione (persino i comunisti!). Il tono che può apparire profetico di certe risposte alla mia intervista sono state tipiche di un personaggio che è sempre stato davanti al suo tempo e che aveva un notevole senso di premonizione chiaramente intellettuale, piuttosto che interiore, che gli ha permesso una veloce lettura della società capace di anticipare i fatti.

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Fiorenzo Degasperi: sulle tracce del Sacro con San Romedio

 San Romedio, o Sankt Romedius vive a cavallo di leggenda e storia. La testimonianza del sacro nel profano, una realtà che la storiografia contemporanea, tranne la parentesi tedesca, fatica ad inquadrare. Eccoci allora proiettati in una scenografia che ci riporta ad un territorio vergine, incontaminato, selvaggio e a Romedio, che si trova in compagnia di un popolo spaventato, pellegrino in un territorio che si affida a preghiere e gesti, guarigioni e ossessioni, al cospetto del giudizio divino.  Fiorenzo Degasperi, con “San Romedio, una via sacra attraverso il Tirolo storico”, segue le tracce di questo santo venuto da lontano, da Thaur e il vicino santuario – monastero di St Georgenberg, nella valle dell’Inn, fino alla forra anaune dove innalzerà il suo eremo su un antico luogo di culto. A presentarci questa nuovo punto di vista della “geografia del sacro” l’autore che, in questa breve intervista, racconta la sua ultima fatica letteraria, in attesa di proporla al Trentino Book Festival 2015.
 
 Cosa distingue il "suo" San Romedio da quello tramandato e raccontato dai suoi predecessori? Innanzitutto la bibliografia in lingua italiana su San Romedio è assai striminzita: moltissimi i dépliant e i volumetti di poche pagine, ma se parliamo di libri essi sono molto rari. Invece nell’area tirolese – quindi di lingua tedesca – ne troviamo, nel corso dei secoli, molti di più.

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Aldo Cazzullo al TBF15: la Grande Guerra attraverso gli occhi dei nostri nonni


Chi sono gli eroi della Grande Guerra? Re, imperatori, generali? Oppure come crede Aldo Cazzullo i fanti contadini, i nostri nonni. Chi, quindi, la guerra l’ha vissuta veramente, sulla propria pelle, conservandone la memoria non solo nelle ferite che stanno in superficie, ma nel profondo del loro essere. Per questo l’autore con “La guerra dei nostri nonni” (Mondadori) ha deciso di condurre il suo lettore in un conflitto che ha visto partecipi non solo gli uomini, ma anche quel seme di emancipazione femminile che segnerà un’epoca, le storie delle nostre famiglie. Le testimonianze di crocerossine, prostitute, portatrici, spie e persino soldatesse in incognito, incrociano quelle di alpini, arditi, prigionieri, poeti in armi. In attesa della sua partecipazione al Trentino Book Festival 2015 (sarà lui ad animare l'evento inaugurale, venerdì 12 giugno, assieme al Coro La Tor e agli Alpini del Trentino), abbiamo girato alcune domande all’autore, per muovere i primi passi all’interno di questo libro prezioso e raro.

 Quanta differenza emerge tra quello che ci raccontano i libri, saggi di storia e le testimonianze che ha raccolto?
Non ho la pretesa di emendare i saggi classici sulla grande guerra, ma di integrarli. Ho cercato di raccontare la guerra con gli occhi di coloro che l’hanno fatta. Non volevo raccontare nei dettagli le battaglie sull’Isonzo o le ragioni geopolitiche della guerra; volevo dare voce ai nostri nonni, che hanno vissuto sofferenze che oggi noi non riusciamo nemmeno a immaginare. Credo che salvare le memorie della Grande Guerra sia un dovere nei confronti dei fanti che non ci sono più, e possa essere utile anche ai nostri giovani; che hanno davanti a sé grandi difficoltà, ma non devono pensare che le generazioni precedenti abbiano avuto la vita facile. Recuperare la forza morale con cui i nostri nonni vinsero la Grande Guerra può giovare anche a noi per vincere a nostra volta la guerra contro la crisi e il degrado morale del nostro Paese

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Loreta Failoni: quando nel silenzio di un bambino si annida l'incubo più assurdo




Un bambino apparso dal nulla, mentre cammina sulla E18, l’autostrada che porta a Stoccolma. Un bambino senza identità, sano all’apparenza, ma a cui manca la parola, che viene affidato ad una coppia in attesa di adozione. Tutto scorre tranquillo fino a quando Lars, il padre adottivo, giornalista del “Svenska Dagbladet”, viene falciato in Afghanistan con alcuni colleghi. Emily, la mamma adottiva, si rifugia sull’isola di Gotland, con il bambino. Una pace apparente che si trasforma presto in un incubo: l’anziano vicino di casa viene aggredito e ridotto a fin di vita e anche madre e figlio, senza un filo logico, entro nel mirino di un gruppo neonazista. Questi gli ingredienti di “La voce della paura” (Reverdito), avvincente romanzo giallo che l’autrice, Loreta Failoni, presenterà al pubblico del Trentino Book Festival 2015.


 Cosa l’ha spinta a inserire una tematica così delicata come il neonazismo nella trama del giallo?
Non possiedo certo una monumentale cultura storica, ma le vicende del popolo ebraico mi hanno sempre interessato. Le persecuzioni a cui questo popolo è stato condannato nel corso dei secoli e che hanno avuto l’apice nella Shoah hanno rappresentato per me il punto più basso che l’umanità abbia mai toccato nella storia. Credo sia indispensabile ricordare, raccontare e tramandare la memoria in modo che non possano ripetersi simili atrocità. Nel primo romanzo “La bisettrice dell’anima” il periodo storico è quello della seconda Guerra Mondiale e la vicenda ebraica fa da sfondo a una storia di amicizia e di …numeri. Ne “La voce della paura” ho scelto un’ambientazione attuale proprio per denunciare il ritorno di ideologie malate, neonazismo e antisemitismo, che soprattutto nell’Europa del Nord, tra le pieghe del benessere, riesce ad attecchire. Come hanno spesso sottolineato i professori che mi hanno invitato a parlare ai loro ragazzi nelle scuole, in occasione della Giornata della Memoria, servono ai ragazzi queste “storie”, più dei saggi storici, per capire il pericolo di certe ideologie. Mi ha spinto quindi Il desiderio di raccontare, di tenere alta la guardia rispetto al tema della Shoah e della persecuzione del popolo ebraico e soprattutto dell’antisemitismo strisciante che sta cercando di rialzare la testa, che in alcuni paesi sta assumendo contorni preoccupanti nei confronti dei quali è importante raccontare per combatterlo con l’unica arma davvero efficace: la parola.

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Gustavo Corni ed Enzo Fimiani: un dizionario della grande guerra come "luogo di memoria"

C’è un passaggio obbligato per comprendere la Grande Guerra. Un labirinto percorso da nomi, luoghi, eventi in cui troppo spesso il rischio è quello di perdersi. Ecco allora che arriva in soccorso il Dizionario della Grande Guerra” (Textus Edizioni Collana) che attraverso una ricca cronologia sistematica, accompagnata da una serie di schede di approfondimento, un apparato iconografico e un lemmario suddiviso in sei grandi aree tematiche (dagli stati coinvolti alle eredità) e molto altro, dà la possibilità al lettore di intraprendere il proprio itinerario. In attesa dell’arrivo al Trentino Book Festival 2015 dei due autori, abbiamo realizzato come di consueto una breve intervista con Gustavo Corni (uno dei due coautori, l’altro è Enzo Fimiani), che ci ha parlato di questa nuova e innovativa pubblicazione.

 Qual è il "valore aggiunto" del "Dizionario della Grande Guerra" rispetto a testi di questo genere che l'hanno preceduto?
Il Dizionario si presenta con una sua specificità all'interno del ricco panorama di nuove pubblicazioni (in molti casi traduzioni di opere straniere) uscite in questo primo scorcio del centenario. Non è infatti una monografia, né un'opera d'assieme sul conflitto. Non pretende di esserlo. Più modestamente, ma anche più precisamente, intende essere uno strumento di lavoro, agile, ma ricco, per chiunque sia alla ricerca di qualche informazione veloce, di verificare una data, di scoprire qualche curiosità su un personaggio. Quindi, uno strumento di lavoro, che spicca proprio per questa caratteristica. E' infatti l'unica opera del genere disponibile per il pubblico italiano. Ci sono altre enciclopedie (o denominate in modo simile). Ma si tratta più propriamente di raccolte di saggi, di soliti piuttosto brevi, su singoli aspetti.

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Brunamaria Dal Lago Veneri: "Numina Rustica", un viaggio tra sacro e profano

Un viaggio tra sacro e profano, passato e presente, alla ricerca dei santi e delle sante del "popolo". Un intreccio di storie e leggende, che si mescolano tra contaminazioni nazionali e linguistiche, martirologi e tradizioni orali, fino a toccare la vita di grandi e noti padre della chiesa, come S. Ambrogio, fino ai "santi del ghiaccio", molto più conosciuti tra le nostre montagne che nelle grandi metropoli. Figure semisconosciute, sbocciate nell'immaginario collettivo, che Brunamaria Dal Lago ha scelto di riunire in unico corpus dove martirologi e miti sono elencati lungo quel calendario "popolano", guidato dalla natura e non da date prestabilite. Per questo "Numina Rustica" (Edizioni Alphabeta Verlag) apre gli occhi del lettore su una realtà tutta da scoprire, da investigare. In attesa della sua partecipazione, come è ormai nostra usanza, abbiamo rivolto alcune domande all'autrice ... un piccolo assaggio per solleticare l'interesse.  

Quale contributo propone il suo libro all'attuale ricerca agiografica?
Il fatto è che questo tema dei santi, mediatori tra umano e divino, mi ha da sempre molto intrigata e il motivo per cui ne ho voluto scrivere senza per questo pensare di aver portato un contributo alla agiografia tanto numerosa e puntuale.
NUMINA RUSTICA "illumina" chi ne legge le pagine sullo stretto legame tra tradizione popolare e culto dei santi. Esaminando i due aspetti, quale sopravvive ai nostri giorni?
Certo io ho letto I miei santi nella “religione del popolo delle zone che ho preso come campione” dove il legame fra tradizione popolare, antiche religioni e culto dei santi è molto forte.

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