"I SOGNI SON DESIDERI". IL CLAMOROSO, IRRESISTIBILE CASO DELLE FUNNE DI DAONE

Katia Bernardi e le sue donne sbarcano al TBF17

Le Funne, il gruppo di donne del circolo pensionati Rododendro di Daone, sono diventate un assoluto fenomeno mediatico, tanto da richiamare ai piedi dell’Adamello anche una giornalista della Bbc. Katia Bernardi fa la regista da 18 anni e grazie alle Funne di Daone ha “spiccato” il volo in ambito artistico con un film andato su piccolo e grande schermo ed un libro edito da Mondadori. Dopo tanto successo, il TrentinoBookFestival non poteva certo esimersi dall’invitare Katia e le sue donne e per giugno non possiamo che aspettarci fuochi d’artificio. Perchè con le Funne tutti i sogni possono avverarsi. Ad esempio il 18 gennaio alla “prima” del film all’Astra di Trento le donne della Valdaone avrebbero voluto come ospite Gianni Morandi...
Troviamo Katia al telefono a Torino, sua seconda patria, tra una presentazione del libro al Circolo dei lettori e una chiamata con il commercialista.
Le Funne continueranno il loro tour anche in giro per l’Italia… Sono venute a Trento ed anche a Roma. Per un periodo hanno ricevuto moltissimi inviti, ma in questo minitour andrò da sola. Dopo Trento ci sono state proiezioni a Rovereto, Roma, Torino e quindi ce ne saranno anche a Genova, Firenze, Bologna, Milano. Con il passaparola ci sono sempre più sale che chiedono di poter mostrare il film.
Domanda che ti avranno fatto milioni di volte. Come hai fatto a trovare le Funne? A partire dal 2010 mi sono stati commissionati due documentari nella Valle di Daone sugli impianti idroelettrici. Uno di questi, “Gli uomini della luce”, parlava di operai e minatori, sostanzialmente i mariti delle Funne. Poi attraverso l’amministrazione di Daone mi hanno chiesto di fare delle interviste alle donne del posto e così ho scoperto il circolo Rododendro e queste persone meravigliose.
Come mai il film è uscito prima in tv (su La Nove) e poi al cinema? Discovery ha acquistato il film procurando i fondi per riuscire a terminarlo. Il film originale per il cinema è di 75 minuti, quello per la tv è stato accorciato a 52 minuti tagliando 4 scene.
Dopo aver esaudito il sogno delle Funne di vedere il mare, quanti ti hanno chiesto di esaudire i loro sogni? Domenica 8 gennaio sono stata ospite per 10 minuti al programma “Alle Falde del Kilimangiaro” su Rai3 ed ho parlato della mia passione per le storie degli anziani e dei prossimi progetti sui sogni. Ho ricevuto ben 97 mail. Mi sto appassionando a storie di “non è mai troppo tardi”, ad esempio c’è stato un signore di 85 anni che mi ha scritto di voler andare a ballare il flamenco in Andalusia. Anche su Facebook, dove la pagina delle Funne ha 13mila fans, continuano a scrivere. Si parla generalmente poco di anziani, che spesso hanno una carica ed un’energia notevole.
Vi siete dati una spiegazione di come ha fatto a propagarsi così tanto la storia delle Funne da diventare così virale ed onnipresente? Devo dire che ci è un po’ “esplosa” in mano. Si parla di forza della rete, ma finché non ti capita realmente non lo capisci. L’idea della colletta, del crowdfunding, era nata per dare una “mossa” sul piano narrativo al film, visto che a quel punto alcune Funne non volevano più andare al mare. Ed ha avuto un grandissimo successo, tanto che Alberto Gianera, il social media manager, l’ho voluto anche nel film. Il progetto è stato sostenuto da persone di tutte le età, c’è anche chi ha mandato delle buste con del denaro direttamente al circolo Rododendro. Siamo finiti sulle tv coreana, portoghese, su Mtv, sulla tv di Lonely Planet. Forse per un meccanismo di identificazione, per la storia positiva, per il bisogno di credere ai propri sogni.

Tv, cinema, social, ma anche il libro, edito da Mondadori, che presenteremo al TBF e che rappresenta il debutto di Katia Bernardi anche sulla carta. Ed il circolo Rododendro nel frattempo è diventata una sorta di azienda di promozione turistica per la valle di Daone...