FRANCESCO VIDOTTO PORTA "FABRO" AL TBF17



I luoghi del Trentino Book Festival, a Caldonazzo, sono a poca distanza dalla città e a due passi dal lago o da boschi e sentieri di montagna. Il tema della scelta del ritorno alla montagna e ad uno stile di vita più sobrio è stata una costante delle prime sei edizioni del festival: da Mauro Corona fino a Devis Bonanni.
Nel 2017 sarà Francesco Vidotto a portare avanti questo "filone". Romanzi che come titolo portano nomi propri: da "Oceano", che lo ha fatto diventare una "rockstar" in ambito letterari, a "Fabro" che verrà presentato al #tbf17, fino ad "Elia", che arriverà a ottobre.

Un primo manoscritto del libro è andato perduto su un treno. Qualcuno per caso lo ha ritrovato?
Non ho avuto notizia di un eventuale ritrovamento certo è che, mentre ero impegnato nella seconda stesura, quando andavo in città magari per una presentazione, buttavo l'occhio alle vetrine delle librerie. Temevo di trovarlo già bello che pubblicato.
Cosa c'era nel primo manoscritto che non troviamo nella versione finale?
La storia è quella. Forse alcune parole sono differenti. Forse nella prima versione c'erano parole di troppo. Il successo di un romanzo sta nella "potatura". Nell'opera di revisione che faccio una volta concluso, quando mi dedico a tagliare e tagliare in maniera che il libro possa essere metà di chi lo scrive e metà di chi lo legge. Per fare questo devo lasciare spazio tra le parole. Ecco, forse la prima stesura era "potata" peggio. Credo che la seconda sia migliore. Dalla versione finale è stata tagliata una delle due storie intrecciate.
Di cosa parlava?
Raccontava di Elia, il violinista di cui si dice negli ultimi capitoli. Elia sarà raccontato nel prossimo romanzo in uscita ad ottobre.Tagliando una delle due storie ho avuto la fortuna di avere un secondo libro già quasi scritto per intero. Come mai Fabro si è innamorato così tanto della musica? C'è un qualcosa di autobiografico? Fabro ha la musica dentro e sente nel cuore l'esigenza di copiare la montagna con la musica perché a lui riesce di fare solo quello. E' il suo talento.Non c'è nulla di autobiografico. Questa storia magica mi è stata raccontata da una vecchietta di 96 anni che trascorreva le giornate a raccogliere fascine di legna per la stufa e a bere Martini.
Rina la figlia del peccato... C'è ancora emarginazione nei piccoli paesi verso chi è "diverso"?
Credo che la gente di quassù, dei piccoli paesi che conosco, negli anni si sia abituata alle differenze se non altro perché si è accorta di essere rimasta indietro e allora ha fatto di tutto per stare al passo. Credo che forse oggi come oggi, l'emarginazione abiti di più le grandi città. Oceano è personaggio all'interno del libro "Fabro", ma ha dato il nome anche ad un altro suo romanzo.
Perchè il nome Oceano? Di cosa parla il suo romanzo "Oceano"?
Dico scherzosamente che ho intenzione di scrivere lo Spoon River di Tai di Cadore. I miei romanzi sono un intreccio di storie e, siccome il paese è piccolo, in ciascuna incontri i protagonisti di altri romanzi. Oceano, ad ogni modo, è stato un miracolo letterario. Racconta la storia di un anziano boscaiolo di quassù che, a 99 anni di età, si chiamava Oceano e non aveva mai visto il mare. E' passato di bocca in bocca. Grazie solamente al passaparola ha fatto numeri da fare impallidire una Major. Se sei fortunato di libri così ne scrivi uno in una vita. E' come Sally di Vasco. Unico. Dopo la laurea in Economia e l'esperienza da dirigente d'azienda ha deciso di cambiare vita e dedicarsi alla scrittura.
Perchè? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della scelta?
Ho cambiato vita perché mi raccontavo bugie. Seguivo un destino che non era il mio e, se vai avanti a raccontarti bugie sprechi la vista senza sapere nemmeno chi sei. Allora mi sono seduto e ho cercato di intendere quale fosse la mia inclinazione naturale e ogni cosa mi conduceva alle storie. Io sono nato per raccontare storie. Per vivere sul filo dell'emozione. Il vantaggio di questa scelta è che mi dà la possibilità di vivere mille vite.Lo svantaggio è che, alle volte, non so più chi sono. Fortuna che c'è la scalata. Questo sport che porta su mi rimette con i piedi per terra. In alcune pagine di "Fabro" è protagonista anche la vita religiosa della comunità.
Lei è credente? Partecipa alla vita religiosa della comunità di Tai?
Certo che credo. Se vivi in Dolomiti è più facile credere perché sei a contatto con qualcosa di divina bellezza e, presto o tardi, ti domandi a chi tanta armonia ambisca a somigliare. E poi quassù la vita è talmente fragile che ti viene dal cuore di aggrapparti a Dio.
Cosa direbbe ad una giovane famiglia per convincerla a venire a vivere a Tai?
Direi di venirci a Tai ma solo in visita perché se in molti si trasferissero qui sarei costretto a trovarmi un posto più tranquillo.