UN RINNOVATO SUCCESSO PER IL NOSTRO FESTIVAL. ARRIVEDERCI AL 2018!!!

Una calda notte d'estate con Antonello Dose che parla della sua vita "animata" davanti ad una Corte Trapp piena. Rintocchi di campana, letture ed il suono coinvolgente dell'arpa. Andrea Scanzi che tende la mano a Lorenzo Jovanotti, conscio che ogni tanto ne ferisce più la penna della spada. Oppure Dacia Maraini in prima fila tra il pubblico a fare domande ad Antonella Beccaria sul "caso Regeni - caso Egitto" o a Davide Rondoni, poeta romagnolo. Ma il Tbf nella sua unicità, arrivato alla settima edizione, è anche Alessandro Amato, geologo dell'Ingv, che parla con i colleghi del Servizio geologico della Provincia di Trento davanti ad un piatto di strangolapreti all'Albergo Due Spade. Per arrivare a Caldonazzo poco più di 3mila 600 anime nel mezzo della Valsugana, in Trentino, non c'è tantissima strada da Trento. Verde, acqua, monti invece ce ne sono tanti arrivando da Predazzo. Luis Durnwalder ha messo il suo Alto Adige su tante strade giuste, ha confuso Caldonazzo con Predazzo, ma appena arrivato in Pineta in ritardo ha "piazzato" un discorso di 10 minuti, da statista. Dall'Austria Felix, libro di Massimiliano Unterrichter, all'Athesia Felix, il Sudtirolo in pace dove ci si dà qualche sberla ognitanto fra italiani e tedeschi, ma si vive bene. Nel parco di Caldonazzo c'era l'inventore di Albero Azzurro e Melevisione, Bruno Tognolini, che ha insegnato a tante persone come si raccontano le storie. Carmen Pellegrino ha raccontato, con un toccante videomessaggio, la storia, molto umana e comune, di malattia della mamma. Alessandra Sardoni, cronista, gira per le vie di Caldonazzo come fa chi vuole veramente capire e raccontare. E poi in piazza Municipio ci fa comprendere come il potere italiano sia fatto di irresponsabilità. Non le manda a dire anche una firma importante del giornalismo italiano, Ferruccio De Bortoli, che al Palazzetto di Caldonazzo racconta i suoi trascorsi con Oriana Fallaci, Enzo Biagi, Indro Montanelli. La libreria del Tbf nella Casa della cultura è sempre piena. La voglia di documentarsi c'è sempre, così come il sapere critico. Ma è vero che Moni Ovadia non c'è? Lo chiedono in molti, nonostante su più canali del Tbf siamo stati costretti a dare questo aggiornamento. Vuol dire che l'attenzione verso le post-verità è all'erta, il chiedere una volta in più è un buon segno visto che questo era anche il tema generale di questa settima edizione del Tbf. Intanto forza Moni, in bocca al lupo, o al Tbf è meglio dire in c... alla balena. Quest'anno nel Lago di Caldonazzo c'era una bella installazione, una balena blu di Angelo Demitri Morandini. Ed una coda di balena c'era anche nella fontana di Piazza Vecchia, vicino alle frequentate mostre delle biblioteche della Valsugana e le illustrazioni del Liceo Depero. Là dove di solito si vota, cioè la Sala della Cultura, in tanti hanno visto la mostra dedicata ai libri per ragazzi che hanno fatto l'Italia. Ne ha parlato anche Gad Lerner in Corte Trapp, ricordando quando arrivò nella scuola italiana da bambino da Beirut. Nel catalogo delle arti la poesia ce l'abbiamo, oltre a Rondoni anche con Vivian Lamarque. Per la musica in via della Polla quest'anno c'era un prezioso sottofondo musicale a corredo delle forme scultoree di Leonardo Lebenicnik. Continuando ad andare verso est approdiamo al Teatro San Sisto, dove Janna Konyaeva ha conquistato il cuore degli spettatori con il suo "Oscar e la dama in rosa", malattia e voglia di vivere in poco meno di un'ora. E si è riflettuto anche con "Un sacchetto di biglie", storia di persecuzione nella zona buia del "secolo breve". E il cinema? Katia Bernardi e Le Funne... Delle signore ottuagenarie di un piccolo paese di montagna, Daone, sono andate al mare grazie al crowdfunding: donazioni su internet in carta di credito. La modernità, con le sue opportunità e contraddizioni, c'è nelle liriche di Rondoni, ma anche nei video di Cleo Toms. Soprattutto ragazze, nell'età della scuola superiore, l'hanno ascoltata al Blue Coffee con le sue #piccolecose. Saranno piccole cose anche quelle di Veronica Pivetti, che però non si prende troppo sul serio ed ha un potenziale comico notevole. Energia da vendere ne ha anche Luca Bernardi, bolzanino "trapiantato" a Milano, che con la sua "Medusa" ha portato una "smitragliata di parole" al Festival. Anche le sue risposte alle domande sono "a mitraglia", beati i suoi 26 anni e la sua freschezza. Sarà sfuggito qualche frammento di #tbf17, che è stato 4 giorni, 4 mostre, 23 incontri, 2 concerti, 2 spettacoli teatrali, una lettura scenica, 4 appuntamenti per bambini.Ma anche tanti volontari in maglia blu e migliaia di visitatori. Francesco Vidotto, l'autore cadorino di "Fabro", parlava di necessità per i bambini di avere una soffitta per conservare la memoria. La memoria di questo #tbf17 resta comunque in digitale, sui social e su www.trentinobookfestival.it. Se vi siete persi qualche incontro lo trovate in sintesi su www.youtube.com/tnbookfest, se volete rivedere qualche foto, andate qui: https://www.flickr.com/photos/150401452@N05/. Per il 2018 intanto non programmate di andare al mare così a ridosso con la fine della scuola, il Tbf vi aspetta sempre nel solito finesettimana: prima del solstizio d'estate, dopo la fine delle lezioni, a due settimane dal Festival dell'Economia. Secondo questi calcoli quindi 14-17 giugno 2018. Grazie agli organizzatori, ai volontari, a relatori e presentatori, ai media che hanno scritto e registrato molto da Caldonazzo, agli enti pubblici e privati che fanno sì che ogni anno il paese torni a colorarsi di blu.