Sabato 15 giugno 2019

Ore 11 > Teatro S. Sisto

Le “Fabuline” presentano
“CASA DOLCE CASA”

Orso adora la pace della sua casetta, adora il silenzio, adora sorseggiare una tazza di the caldo col miele, adora il suo morbido lettuccio e leggere il giornale respirando la fresca aria di primavera. Orso non sopporta le feste, non sopporta le torte di compleanno, i palloncini, la musica, le sorprese ma soprattutto, non sopporta festeggiare in compagnia… Chissà se dei vicini molto invadenti riusciranno a convincerlo a festeggiare il suo compleanno…
Libri ai quali lo spettacolo si ispira liberamente: “Buonanotte”, Jory John, Benji Davies, Il castoro; “Un topolino per amico”, “Buonanotte orso”, “Che raffreddore orso”, “Buon Natale orso”, Becker Bonny, MacDonald Denton Kady, Nord-Sud Edizioni; “Cinque vicini molto invadenti”, Clara Flood, La Margherita
Età consigliata: 2-8 anni. Info: 349.3696244

0re 11 > Book Garden, Viale Stazione

Francesco Filippi con Giuseppe Ferrandi
In collaborazione con la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi e con Amnesty International Italia
MUSSOLINI HA FATTO ANCHE COSE BUONE? QUANDO LA NOSTALGIA PORTA AL NOSTALGISMO

Dopo oltre settant’anni dalla caduta del fascismo, mai come ora l’idra risolleva la testa, soprattutto su Internet, ma non solo. Frasi ripetute a mo’ di barzelletta per anni, che parevano innocue e risibili fino a non molto tempo fa, si stanno sempre più facendo largo in Italia con tutt’altro obiettivo. E fanno presa.
La storiografia ha indagato il fascismo e la figura di Mussolini in tutti i suoi dettagli e continua a farlo. Il quadro che è stato tracciato dalla grande maggioranza degli studiosi è quello di un regime dispotico, violento, miope e perlopiù incapace. L’accordo tra gli studiosi, che conoscono bene la storia, è piuttosto solido e i dati non mancano.
Ma chi la storia non la conosce bene – e magari ha un’agenda politica precisa in mente – ha buon gioco a riprendere quelle antiche storielle e spacciarle per verità. È il meccanismo delle fake news, di cui tanto si parla in relazione a Internet; ma è anche il metodo propagandistico che fu tanto caro proprio ai fascisti di allora: «Dite il falso, ditelo molte volte e diventerà una verità comune».

Ore 12.20 > Ristorante Pineta

Matteo Righetto con Massimo Libardi

Con il patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco

LA TERRA PROMESSA: la solitudine e l’amicizia, il cuore nero degli uomini

Jole e Sergio, figli di Augusto e Agnese De Boer, coltivatori di tabacco a Nevada, in Val Brenta. Vent’anni lei, dodici lui, dopo tante vicissitudini i due fratelli sono pronti ad affrontare la più grande delle sfide: lasciare la propria terra, che nulla ha più da offrire, per raggiungere il Nuovo mondo. Un’avventura epica che ha in sé l’incanto e il terrore di tante prime volte: per la prima volta salgono sul treno che li porterà fino a Genova dove, vissuti da sempre tra i profili aspri delle montagne, vedranno il mare – immenso, spaventoso eppure familiare, amico, emblema di vita e speranza. Per la prima volta la Jole e Sergio sono soli di fronte al destino e lei sa che – presto o tardi – dovrà raccontare al fratello la sorte tragica toccata ai genitori.
Si conclude con questo romanzo la “Trilogia della Patria”, la saga della famiglia De Boer. Nel prendere congedo dai suoi personaggi, Matteo Righetto tocca il culmine della sua arte e ci racconta la solitudine e l’amicizia, il cuore nero degli uomini e il calore dell’accoglienza e della comunità. Una scrittura pervasa di lirismo, autenticamente conscia di quanto la sopravvivenza e il destino dell’uomo siano intrecciati a quelli dell’ambiente.
Ore 15.30 > Teatro S. Sisto

Il Gruppo Giovani della Filo ViVa di Vigolo Vattaro

presenta
DON CHISCIOTTE
Da un testo di Fortunato Pasqualino, da Cervantes. Ingresso libero.
La “follia” caratteristica dell’emarginato e del diverso, ma anche dei grandi uomini e dei santi, è la chiave di volta di questa pièce teatrale. Don Chisciotte vive una follia che è legata da un lato al continuo intrecciarsi dell’immaginario con il reale, e dall’altro una follia ben più pericolosa e sottile, destabilizzante per il potere costituito:la giustizia, l’amore che ci rende uguali. In questa sua follia Don Chisciotte è solo: neanche Sancio, suo scudiero, che incarna il senso popolare, è con lui.
Solo il Cavalier della Bianca Luna, emarginato e diverso pure lui, che astutamente il potere oppone a Don Chisciotte come ultima beffa, è dalla parte del Cavalier della Mancia, ma pur amandolo e condividendo i suoi ideali, è costretto ad eliminarlo. Don Chisciotte è morto: la farsa è finita, l’ordine è ristabilito. Ma è ben viva la “follia” del triste cavaliere. A noi non lasciarla morire. “Una cosa possiamo fare, un ricordo portare via: tener viva nel nostro cuore un po’ della sua follia.”

Ore 15.30 > Book Garden, Viale Stazione

Valerio Massimo Manfredi con Fausta Slanzi

In collaborazione con la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi

“QUINTO COMANDAMENTO”. LE AMARE RADICI DI Ciò CHE ABBIAMO SOTTO GLI OCCHI

In una mattina di febbraio del 2004 un uomo fa irruzione in un ospedale di Imola. Il suo nome è Jean Lautrec. Incurante di sorveglianti e infermieri si precipita nella stanza in cui è sdraiato un uomo sedato e intubato. È un sacerdote, padre Marco Giraldi, che è riuscito a sfuggire ai sicari assoldati dalle multinazionali contro cui si è messo per fermare la distruzione della foresta amazzonica e dei suoi popoli. Ma la sua fuga ha avuto un prezzo. Ora giace nel letto, avvelenato e tenuto in vita dalle macchine. Ha continuato a combattere la causa dei deboli, a dare speranza a chi non ne ha. Jean Lautrec a denti stretti ringhia: “Cosa ti hanno fatto, comandante?”. Padre Marco e Jean si erano conosciuti tanti anni prima, in un altro continente, in un altro tempo. In Congo, proprio mentre il paese stava per ottenere l’indipendenza dal Belgio. Ma gli eventi erano precipitati. Il discorso di un giovane rivoluzionario, Patrice Lumumba, aveva incendiato gli animi e il Congo aveva preso fuoco. Era scoppiata la guerra civile, gli scontri tra le etnie, la caccia ai colonizzatori. Padre Marco però decide di non scappare. Resterà in Congo a difendere i confratelli innocenti in quel paese in preda al caos, le vittime di un odio e di una violenza feroce che non risparmia né vecchi, né donne, né bambini. Ma non può riuscirci da solo. Ha bisogno di una squadra, composta da quello che in quel momento può trovare. E sotto le parvenze di professionisti in disarmo, di giovani ansiosi di avventura, di relitti umani, troverà degli eroi. Nasce così il Quinto Commando: guerrieri, mercenari, tra cui Kazianoff, un medico russo alcolizzato ex Spetsnaz, Louis, un prete vallone rinnegato per amore, Rugenge, il leopardo nero, giovane cacciatore congolese dalla mira micidiale, lo stesso Jean Lautrec imbattibile con il mitra, tutti agli ordini di padre Marco, il Templare di fine millennio…

Ore 17 > Casa della Cultura

Antonella Boralevi con Marilena Guerra

In collaborazione con Soroptimist International club di Trento

“CHIEDI ALLA NOTTE”. SOLO L’AMORE Può SALVARCI

Antonella Boralevi ha scritto un romanzo potente, a cui non si può sfuggire. Un noir incalzante che parla all’anima, la fruga e la consola. Una grande storia di sentimenti e di misteri che svela i segreti del cuore delle donne. E ci dice che anche dentro le vite che splendono, è nascosto un pozzo di disperazione. Solo l’amore può salvarci.
29 Agosto 2018. Venezia splende. È la serata di gala della Mostra del Cinema.
Red Carpet, Star, limousine, champagne, fotografi. E Vivi Wilson, l’incantevole protagonista del Film di Apertura.
Ma nell’aria vibra una nota di inquietudine. Un’ansia che cresce a ogni pagina. Verità inaccessibili aspettano nell’ombra. Sono una bomba a orologeria che ticchetta il suo conto alla rovescia.
Vivi brilla per una sera soltanto. Il giorno dopo, è un mucchietto di stracci, sulla spiaggia elegante del Lido. La sua morte è un mistero. Alfio, il bel commissario siciliano sciupafemmine, viene chiamato a indagare. E il suo cuore perde un colpo. Emma è tornata. L’inglesina piena di problemi, che gli è entrata suo malgrado dentro la pelle, è l’avvocato di Netflix, che coproduce il film. È ospite di una Contessa affascinante e misteriosa, in una magnifica villa. Emma e Alfio sono due anime che si cercano. Due vite sospese. Il Destino gioca con loro e con la sporcizia nascosta nelle vite dei ricchi.

Ore 17 > Pineta

Angelo Ponta con Stefania Scartezzini
In collaborazione con la SAT, Commissione Storico-Culturale e Biblioteca Trento, e con il patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco
Scalare il mondo. Omaggio a Walter Bonatti

Inseguendo i propri sogni di bambino, Walter Bonatti è diventato un personaggio leggendario, il simbolo stesso dell’avventura. Perché nelle sue sfide si è spinto sempre un po’ più in là, ed è andato tanto avanti da riuscire ancora oggi a dirci qualcosa di nuovo. Erano i sogni a guidarlo, e lui ha passato la vita a realizzarli. Non solo i suoi: quelli di tutti. Scalare montagne, calarsi nei vulcani, costruire una zattera, spiare le tigri da una capanna sugli alberi, rincorrere lucertoloni preistorici, viaggiare in canoa sulle tracce dei cercatori d’oro, tirare frecce con gli indigeni, cercare rocce magiche in Amazzonia, piantare una tenda al Polo Sud o su un’isola deserta, tuffarsi da una cascata, guardare negli occhi orsi e leoni. Chi non ha mai fantasticato una di queste avventure? Ecco: lui le ha vissute tutte, e altre ancora, con meraviglia e coraggio. Coerente e solitario, Walter ha imparato presto a contare su se stesso, ha testardamente coltivato il corpo e la mente, combattendo contro i pericoli ma anche contro bugie e incomprensioni. Ha vissuto l’impossibile e ce lo ha raccontato, insegnandoci ad affrontare la paura e a non perdere la fantasia.

Ore 17.30 > Parco Aoni, CALCERANICA AL LAGO

Stefano Bordiglioni
BISCOTTI QUIZ

È il titolo di uno degli ultimi libri del “maestro scrittore”: è la storia di una quinta di scuola primaria che realizza un film assieme al maestro. È anche la storia del rapporto simpaticamente conflittuale fra insegnante ed allievi e dei giochi di scrittura che insieme inventano per alleggerire le frequenti lezioni di grammatica. È infine la storia di un momento di passaggio, quello dalle elementari alle medie, che dai bambini di quell’età spesso è vissuto con preoccupazione. Oltre a Biscotti Quiz, Stefano Bordiglioni leggerà o racconterà altre sue brevi storie, intervallandole con canzoni nate spesso a scuola, giocattoli sonori che possono permettere anche al pubblico presente di partecipare al canto e all’invenzione.

Ore 18.20 > Bar Centrale

Franco Stelzer con Luciana Grillo

In collaborazione con Soroptimist International club di Trento

“COSA DIREMO AGLI ANGELI”. la forza delle nostre vite difettose

Per lui, che lavora come addetto ai controlli di un aeroporto, il mondo è fatto delle vite che gli corrono sotto gli occhi. Vite immaginate. E immaginate con tale furia da diventare racconto. C’è un uomo, in particolare, che arriva ogni domenica e riparte ogni venerdì: «Magro, lo sguardo aperto. Sembra una di quelle persone nate per rendere gli altri contenti». Quell’uomo resterà al centro della narrazione fino alla fine. E la sua scomparsa - quando, una domenica come tutte le altre, non si farà più vedere - genererà un altro racconto ancora, in un continuo gioco di specchi. Perché tutte le vicende umane sembrano essere sotto gli occhi di angeli un po’ partecipi e un po’ lontani: «Sono così, gli angeli. Si danno il piglio degli esseri perfetti. Fanno un po’ di scena, ma darebbero chissà cosa per potersi mescolare, per entrare nelle nostre piccole cose grigie. Faticano a staccarsi da noi». Con un passo poetico e un’attenzione al dettaglio corporeo colto da pupille sgranate, la voce di questo romanzo dice tutta la forza delle nostre vite difettose. Perché coglie la vita proprio come si coglie un fiore selvatico, piano, guardandolo in ogni sua più piccola parte.

Ore 19.30 > Blue Coffee Bar

Ilaria Senter con Renzo Maria Grosselli
“FORÈST”. IL TEMPO CI SEPARA, MA LA MEMORIA CI RIPRENDE

Forèst è il ritratto di un luogo e delle sue genti. Ambientato in un piccolo paese del Trentino, intreccia le storie di tre personaggi, in un confronto generazionale che coinvolge gli ultimi ottant’anni. La protagonista, una bambina degli anni ‘90 alle prime esperienze di vita, s’immerge curiosa nel passato dei suoi anziani parenti, scoprendone i valori che accompagneranno la sua formazione sino all’età adulta. Le sue prime volte, le piccole questioni che la smuovono sono un pretesto per conoscere le vicende dei veri eroi di questo romanzo: due anziani parenti che conosceremo attraverso le avventure epiche della loro giovinezza. La nonna, figura rassicurante ma anche misteriosa, custodisce una corrispondenza che svelerà alla nipote un insospettabile passato di collaboratrice della Resistenza. Il prozio anarchico e solare racconta il viaggio clandestino per raggiungere la Francia e la sua esperienza travagliata di migrante negli anni ‘50, fino al suo definitivo rientro in paese, dove diventa per parenti e conoscenti un saldo punto di riferimento. Attraverso la vita della protagonista si intersecano universi separati dal tempo, ma accomunati dall’appartenenza ad una solida cultura paesana e alpigiana. Cos’hanno in comune una partenza clandestina, una lettera d’addio datata giugno 1944 e una cassetta dei Nirvana che gira a vuoto?

Ore 21 > Book Garden, Viale Stazione

Gek Tessaro in
LIBERO ZOO

Uno zoo fantastico, dove i leoni, i cavalli, i rinoceronti, gli uccelli celebrano la vita e la meraviglia delle differenze. Gek Tessaro, pluripremiato illustratore per l’infanzia, porta in scena storie poetiche e suggestive con una tecnica di sua invenzione, il teatro disegnato. In pratica dà corpo ad ambienti e personaggi del racconto disegnandoli e animandoli dal vivo, con l’ausilio di inchiostri, acquarelli, sabbia, una lavagna luminosa e un grande schermo. Tanto basta per essere catturati in questo coloratissimo mondo.
Età consigliata: Adulti e bambini dai 5 anni.
Ingresso libero.

Ore 21 > Magnifica Corte Trapp

Mario Cagol e Alessio Zeni in
Ciò CHE NON SI Può DIRE. IL RACCONTO DEL CERMIS

Una produzione Estroteatro. Drammaturgia di Pino Loperfido. Regia di Mirko Corradini.
Torna l’acclamatissimo monologo di Pino Loperfido in un nuovo adattamento, con parti e documentazione nuove riguardanti gli esiti dei processi e le conseguenze, nuove dichiarazioni dei piloti e altro. Informazioni delle quali, nel periodo della precedente rappresentazione, non si era a conoscenza. Il 3 febbraio 1998 un aereo Prowler della base militare U.S.A. di Aviano (Pordenone) trancia di netto i cavi della funivia del Cermis, in Trentino; una cabina precipita nel vuoto causando la morte di tutte le venti persone che vi erano a bordo. In questo monologo il racconto è affidato a un protagonista, il manovratore del vagoncino che saliva verso la stazione intermedia, che restò appeso nel vuoto per un tempo indefinito, prima che un elicottero riuscisse a portarlo a terra. Il Cermis è ormai sinonimo di strage, ma è anche il paradigma della tenace volontà della gente di Cavalese di non restare schiacciata sotto un vagoncino, giallo o rosso che sia, né di essere appesa a quel filo tranciato un pomeriggio d’inverno da chi giocava a fare la guerra come davanti a un videogame. Il protagonista, Francesco, è in una posizione “privilegiata”; spettatore unico, un inviato speciale sulla scena del disastro che improvvisa una telecronaca in diretta. Quest’uomo solo, nella cabina vuota, con la morte che gli passa vicino diventa il paradigma della solitudine umana, di una certa incomunicabilità. Del fatto che le persone pensano talmente poco al loro destino e quando lo fanno è perché sentono di esserci arrivati di fronte, di averci sbattuto il naso sopra. A quel punto non c’è più tempo per fare né dire niente. Il racconto del Cermis è la riproposizione di un disastro che ancora oggi urla vendetta al cielo e ci conferma – se mai ce ne fosse ancora bisogno – quanto gli esseri umani siano spesso vuote pedine in mano al Potere più cieco e prepotente.
Ingresso libero.