IL FESTIVAL È SEMPRE PIÙ BLU. Arrivederci al 2015

SPUMEGGIANTE QUARTA EDIZIONE A CALDONAZZO: TANTI OSPITI, MUSICA E DUE GRANDI PROTAGONISTI: DARIO FO E IL PUBBLICO.

Caldo estivo e freschi acquazzoni si alternano capricciosi sul mondo della manifestazione più attesa per gli appassionati di lettura (e non solo). Nessun problema, ci pensano i volontari in blu – le mitiche “Balene di montagna” coordinate dall’ideatore ed organizzatore Pino Loperfido - a dispensare informazioni ed indicazioni sullo svolgimento degli incontri programmati. Il filo conduttore di questa quarta edizione (“Un luogo in cui sentirsi liberi”) scorre costante e ritorna in tutti i luoghi del festival, esaltando la volontà dell’uomo ad uscire dalle strette maglie delle convenzioni per dedicarsi ad un arricchimento ed a un accrescimento così importante come la lettura.
Accattivanti quanto emozionanti le commistioni di stili diversi ascoltate all’inaugurazione ufficiale e messe in scena dal Coro La Tor, Ruinscream, Stefania Scartezzini: una riuscita alternanza di canti di guerra, brani rock e letture. Nella prima giornata scorrono poi testi che spaziano dai fatti di cronaca della storia contemporanea – “Una stella incoronata di buio”, di Benedetta Tobagi – ai ragionamenti sulla scrittura fino alle riflessioni su “I misteri del quotidiano”. In serata, per gli amanti dei classici interpretati dai giovani, il sempreverde “I fratelli Karamazov”, bella e moderna rilettura. Ma l’adrenalina sale prepotente al Palazzetto, quando l’istrionico Dario Fo percorre in nero il tragitto verso il palco - facendosi largo tra il pubblico numerosissimo – e presenta il suo spettacolo ricco di momenti di amara riflessione sulla realtà politica italiana come di appassionanti monologhi ed esilaranti inserti umoristici. Mentre il silenzio della serata è rischiarato da qualche fulmine, il premio Nobel si appassiona e fa appassionare. Toni rilassati per il cuore della notte, con gli ormai consueti e graditissimi inserti dell’Associazione Culturale Bubamara, che propone – sera dopo sera - letture sempre accattivanti ed a tema, accompagnate da stuzzichini e degustazioni.

Continua…

Si va ad incominciare!!! Diretta su Facebook

Si va ad incominciare!!!
Nelle prossime ore, seguite la nostra diretta sulla pagina Facebook Ufficiale!!!


Giulio Mozzi: come diventare scrittori nell'epoca in cui scrivono tutti?

Nella cultura del mordi e fuggi poteva non cascarci il libro? Nella giungla dei tornei letterari, dei talent show televisivi e le piattaforme web che sipubblicizzano col motto “Se l’hai scritto, va stampato!”, dov’è finita la selezione, quel darwinismo culturale? A farsi friggere, si potrebbe azzardare,basta darsi un’occhiata in giro. Come allora si diventa scrittori in un’era incui scrivono tutti? Come farsi “aiutare”? Ce lo spiega al Trentino Book Festival Giulio Mozzi che, mediato da Amedeo Savoia e Carlo Martinelli, venerdì 13 giugno alle 19 al Blue Coffe Bar incontrerà il suo pubblico, all’insegna del confronto e del dibattito In attesa della sua partecipazione alla kermesse letteraria, gli abbiamo girato alcune domande.
 
Quando un editing è fatto "bene" e quando invece è fatto "male"?
Il lavoro di editing può essere paragonato al lavoro di restauro. E' fatto "bene" quando è rispettoso dell'oggetto; è fatto "male" quando viola l'oggetto.

Tra talento e ispirazione cosa conta di più?
La costanza.
Continua…

Roberta Bruzzone e Red Ronnie: ecco perché Chico Forti è innocente

Perché Forti non ha ucciso Dale Pike e a “urlare” la sua innocenza ci sono molte prove. Roberta Bruzzone le ha raccolte, studiate, analizzate attraverso gli atti processuali, in quello che è il suo ultimo libro “State of Florida vs Enrico Forti: il grande abbaglio” (Curcu & Genovese), una cronistoria di quello che alla luce dell’autrice è un incredibile errore giudiziario. Un errore che ha mandato in frantumi i sogni di Forti, trascinandolo dietro le sbarre di una prigione nelle paludi delle Everglades della Florida. Anticipando la sua presenza al Trentino Book Festival 2014 sabato 14 giugno alle 12.15, Roberta Bruzzone (B: nell’intervista)  ha risposto alle nostre domande insieme a Red Ronnie (R: nell’intervista) che, presente anche lui all’appuntamento col pubblico alla kermesse, da tempo e alla testa di un movimento che ha smosso l’interesse pubblico e mediatico riguardo questa vicenda.

(B) Negli ultimi tempi sembra ci sia un “risveglio” della politica estera italiana nei confronti del caso di Chico Forti. Come interpreta questo pensiero dopo 14 anni di dibattito?
Al momento si tratta solo di parole mandate al vento e le iniziative politiche hanno portato a poco di concreto, tanto che non hanno avuto nessun seguito negli Stati Uniti dove si sta svolgendo la vicenda giudiziaria. Fino ad oggi, a parte qualche proclama più o meno convincente sotto il profilo politico, ma che non ha mai portato a qualcosa di interessante sotto il profilo giudiziario.
Continua…

Dario Fo: "La cultura è il fondamento della nostra società..."



"La cultura è il fondamento della nostra società...": non volendo, Dario Fo ribadisce uno dei motti del TBF.
Ecco, dunque, un piccolo spezzone dell'intervista che il Maestro ha rilasciato in esclusiva, nella sua casa di Milano, – il 23 maggio 2014 – al Trentino Book Festival, in vista dello spettacolo di venerdì 13 giugno al Palazzetto di Caldonazzo (inizio ore 21).

L'intervista completa andrà in onda domenica 1 giugno, alle 9.45 ca. sulle frequenze regionali di Rai Tre (e forse anche su quelle nazionali...).

Ricordiamo che le prevendite di "In fuga dal Senato" su
www.primiallaprima.it e in tutte le Casse Rurali di Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Paolo Ghezzi: "Rosa Bianca", abbecedario della giovane resistenza

Libertà .” Freiheit”. Una parola preziosa, svuotata più volte del suo senso. Una parola censurata dai totalitarismi, impetrata da qualsiasi forma di resistenza. L’hanno stampata sui loro sei volantini, i ragazzi della “Rosa Bianca”. L’ha gridata Hans Scholl prima di morire, l’ha scritta Sophie, sua sorella, sul retro del suo capo d’imputazione per alto tradimento. Una parola che ancora oggi ci trasmette quella giusta inquietudine, obiettivo di una generazione spezzata. Paolo Ghezzi ritorna a parlare della “Rosa Bianca” con “La Rosa Bianca non vi darà pace”, libro che lo stesso autore presenterà al pubblico del Trentino Book Festival domenica 15 giugno. Abbiamo rivolto alcune domande all’autore.

Parole come “libertà” e “onore”, recuperate dalla “Rosa Bianca” perché svuotate dal loro senso, anche oggi sembrano aver perso valore. Ci vede un parallelo?
Sicuramente siamo davanti ancora oggi ad una banalizzazione del termine libertà e direi una totale rimozione del termine onore, del concetto di onore. La banalizzazione della libertà è descritta bene dalla moltiplicazione “delle” libertà, della “serie” infinta di libertà che hanno occultato il valore della libertà con la “L” maiuscola, che invece per i ragazzi della “Rosa Bianca” era fondamentale. Una libertà di parola, di pensiero, di associazione , che con un termine globale potremmo definire di “espressione”. Una parola che nel contesto storico nazista però venne subito condannata e repressa. La nostra società è portata a banalizzare il concetto di libertà perché è dato per scontato che ci sia, senza sentire il bisogno di renderne grazie. Per questo alcune volte viene usata anche per ribadire cose del tutto inutili e influenti. L’onore è un altro discorso, un concetto non più radicato per morivi vari. Per i ragazzi della “Rosa Bianca” l’onore era una responsabilità intellettuale da riacquisire, un onore strettamente connesso alla loro rivendicazione di libertà. Due parole che vanno molto bene insieme, che hanno un legame molto stretto.
Continua…

Carlotta Zavattiero: in una nazione "malata" di gioco hi diventa la vittima? Chi è il colpevole?

Siamo sicuri che grattare la strisciolina argentata di un Gratta e Vinci sia un gesto innocuo come sembra? Eppure la rete del gioco d’azzardo è fittissima, le maglie sono molto strette: nel 2010 si contavano 16300 punti vendita di giocchi pubblici, 284 sale da Bingo, 998 agenzie, 41 ippodromi, 80mila esercenti commerciali con tanto di slot machine e 4 casinò ufficiali. E più la rete è stretta, meno è il guadagno che si percepisce: sull’intera giocata il 65% va allo Stato, l’8% all’esercente, il restante al giocatore. Un settore comunque che non conosce crisi, che nonostante la recessione non ha mai subito una battuta d’arresto. Un argomento “scomodo”, che fosse non doveva essere trattato. Ecco perché al Trentino Book Festival 2014 arriva “il libro che non c’è” (permettete la licenza poetica), un puntuale lavoro d’inchiesta della giornalista Carlotta Zavattaro, che a pochi mesi dalla sua pubblicazione è stato tolto dal commercio. Il titolo “Lo Stato bisca” è già qualcosa di paradossale, ed è per questo che sabato 14 giugno alle 20 siete tutti invitati al Blue Coffee per partecipare al dibattito. Nell’attesa abbiamo girato qualche domanda all’autrice. 

A poco più di quattro anni dalla pubblicazione del libro, qualcosa è cambiato nel bene o nel male?
Il cambiamento più rilevante è che dal primo dicembre 2012 l’Aams, l’Amministrazione autonoma dei monopoli di stato, che regola il comparto del gioco pubblico e del tabacco in Italia, è stata incorporata dall’Agenzia delle dogane che ora ha assunto la nuova denominazione di Agenzia delle dogane e dei monopoli. Una circolare del dicembre 2012 firmata dal vicedirettore dell’Agenzia, Luigi Magistro, ribadisce in parte quanto già contenuto in altre due circolari del 2009. Si tratta di alcune prescrizioni ai fini della prevenzione del fenomeno del gioco compulsivo: indicare le probabilità di vincita, vietare il gioco ai minori di anni 18, inserire formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincita in denaro, limitare la pubblicità.
Continua…

Pietro Arrigoni, con i ragazzi del Teatro San Domenico, letteratura e teatro nei "Karamazov"

Tornano a Caldonazzo i ragazzi del Teatro di S. Domenico di Crema, guidati dal professore Pietro Arrigoni. Questa volta a calare il palco saranno “I Fratello Karamazov” venerdì 13 giugno alle 21, inseriti nella splendida e suggestiva cornice della Corte Celeste. Dopo aver già pubblicato sul nostro profilo facebook le varie anticipazioni, eccoci pronti a pubblicare una breve intervista girata al regista Arrigoni, al quale abbiamo rivolto alcune domande in merito allo spettacolo.
 
Qual è la genesi di questa nuova piece teatrale?
È stata una sfida complessa rivisitare ed adattare un romanzo di 800 pagine come “I fratelli Karamazov”, pietra miliare della letteratura russa. Una sfida che è stata affrontata in maniera entusiasmante dagli allievi del corso che hanno dimostrato tutta la loro intelligenza nelle fasi di lavorazione e progettazione.
 
Come è strutturato lo spettacolo?
Il pezzo teatrale, che si basa unicamente sulla parte finale del romanzo, quella relativa al processo, si serve di una serie di flash back che aiutano il pubblico a ricostruire il pregresso della vicenda, inserendo ogni tanto delle narrazioni in grado di coinvolgere in maniera più diretta lo spettatore.
 
Continua…

Andrea Vitali: quattro sberle per un romanzo che "lascia il segno"...

A Bellano, nel 1929, il prurito alle mani è pane quotidiano. Qualcosa di endemico, che scorre sotto la pelle del maresciallo dei carabinieri Maccadò, per quanti continuano a lanciare profezie circa il sesso di suo figlio, o che crea scintille tra l’appuntato siciliano Misfatti ed il brigadiere sardo Mannu. Per non parlare di quel giovane aiutante del prete, appena arrivato in paese, riservato, timido passando a i manrovesci che possono arrivare efficaci e dannosi anche se inviati in forma anonima alla caserma dei carabinieri. Qualcuno, infatti, non ha perso tempo nell’informare la forza pubblica che un personaggio conosciuto e di spicco si dedica a piaceri proibiti. Una serie di intrecci che Andrea Vitali ricostruisce nel suo nuovo romanzo “Quattro sberle benedette” (Garzanti, 2014), dove il lettore ancora viene accompagnato tra le chiacchiere di un piccolo borgo nel quale nessuno ha diritto ad un minimo di riservatezza. In attesa dell’incontro con Vitali al Trentino Book Festival 2014, sabato 14 giugno, abbiamo girato all’autore alcune domande per una breve introduzione a questo nuovo romanzo.
 
C’è tra le righe del romanzo un invito alla tolleranza? Ci può stare?
Ci può stare e ci deve stare, soprattutto perché mi sembra uno ingredienti indispensabili per una convivenza pacifica e  solidale  per chiunque, una cosa che ritengo fondamentale non solamente nelle “cose scritte” ma anche nelle nostre pratiche quotidiane. A maggior ragione l’esperienza trentennale di medico mi ha confermato quanto la tolleranza possa influenzare la propria visione di vita. Punto e basta.
Continua…

Duccio Facchini: per Stefano Cucchi un'inchiesta che parte dai "vinti"

Un'inchiesta da parte dei "vinti". Una ricostruzione puntigliosa della vicenda Cucchi per recuperare tutte quelle testimonianze accantonate, scomode, per rompere il muro di omertà che circonda ancora oggi la morte - a distanza di cinque anni - la morte di Stefano, obliata come “presunta morte naturale”. Con “Mi cercarono l’anima: storia di Stefano Cucchi” (Altreconomia, 2013) il giornalista Duccio Facchini accompagna il lettore - minuto per minuto - all’interno di questa vicenda giudiziaria, alla ricerca di questo pestaggio  (riconosciuto) che ancora oggi rimane “orfano” dei suoi esecutori. In attesa dell’appuntamento col Trentino Book Festival, sabato 14 giugno alle 11, dove è prevista anche la presenza di Rita e Giovanni Cucchi,  abbiamo girato alcune domande all’autore. 
 
Quale impatto ha avuto nei confronti dell’opinione pubblica il caso di Stefano Cucchi?
La vicenda di Stefano Cucchi ha lasciato un’impronta positiva, se di positività possiamo parlare, tra l’opinione pubblica, per quanto riguarda soprattutto la presa di coscienza di una condizione di disagio subita il più delle volte da chi soffre una condizione di debolezza ma che subisce una forte ingiustizia in quanto considerata persona portatrice di un’inferiore dignità, una persona che fa parte di quella larga schiera di  “ultimi”.
Continua…

Simone Cristicchi: nel "Magazzino 18" le storie di italiani, esuli d'Istria, Fiume e Dalmazia

Nel Magazzino 18 di Porto Vecchio a Trieste c’è la memoria di un popolo. Lettere, fotografie, diari, reti da pesca, sedie aggrovigliate “come ragni di legno” da sessant’anni riposano nel completo abbandono. Sono ne le masserizie che furono consegnate al Servizio Esodo dai loro proprietari, gli italiani d’Istria, Fiume, Dalmazia un attimo prima di diventare esuli. Circa 350mila persone costrette a lasciare la loro terra in ragione del Trattato di pace del 10 febbraio 1947, quando quel pezzo d’Italia finì tra le mani di Tito.  Eppure è storia recente. A Simone Cristicchi è bastato aprire le porte del “Magazzino 18” per riprenderne in mano i ricordi e intrecciarli. Lo abbiamo intervistato per lasciarci introdurre allo spettacolo che presenterà al pubblico del Trentino Book Festival 2014 la  sera di sabato 14 giugno.
 
Nel libro il “Magazzino 18” diventa un’enorme amnesia. Causata da chi?
Questo silenzio nasce da una serie di cause concomitanti. La prima causa è di tipo politico perché all’indomani della seconda guerra mondale l’Italia, grazie alla Resistenza, ai partigiani, agli Alleati si presentava come un Paese vincitore.
Continua…

Gianrico Carofiglio: in equilibrio instabile lungo i "bordi" della vita

Enrico è uno scrittore che dopo il suo primo successo, non riesce più a scrivere nulla di suo, e per vivere diventa un “ghostwriter”. Un uomo sul “bordo” di una voragine, in bilico, fermo nello stesso punto in cui si è lasciato alle spalle il proprio passato. La ricerca di un nuovo equilibrio che lo riporta nella sua vecchia città, Bari. Un viaggio a ritroso verso quel “Bordo vertiginoso delle cose”,  che dà il titolo al nuovo romanzo di Gianrico Carofiglio (Rizzoli, 2014), luogo da cui le strade si diramano e la giovinezza perde la sua innocenza. In attesa del suo incontro col pubblico del Trentino Book Festival 2014, la mattina di domenica 15 giugno, gli abbiamo rivolto alcune domande riguardo la sua ultima fatica letteraria. Continua…

Il Premio Nobel Dario Fo di scena al TBF14 con "In fuga dal Senato"

10295722_520176104758835_3383479789625700376_n 

C’è chi crede nella politica come servizio. C’è chi la politica la fa solo per mestiere. Quando Franca Rame decide di mettere nero su bianco la sua esperienza in Senato, ne esce uno scenario politico grottesco, tragicomico. Quasi un testamento morale al quale lavorerà fino a quando le forze glielo permetteranno. Ora quel libro è diventato un pezzo teatrale. “In fuga dal senato” sta girando in teatri di tutta Italia. A farsi portavoce suo marito, il premio Nobel alla letteratura nel 1997, Dario Fo, che calcherà anche il palco del Trentino Book Festival 2014 la sera di venerdì 13 giugno, per proporre al pubblico questa sua ennesima fatica teatrale. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo in anteprima. Una voce fiera, vivace, carica, ci ha risposto al di là della cornetta, nella sua casa di Milano. Continua…

Trentino Book Festival 2014 fa poker, ma non si accontenta solo di quattro assi

Dal 13 al 15 giugno ritorna a Caldonazzo la kermesse letteraria: Dario Fo, Sveva Casati Modignani e Simone Cristicchi tra i protagonisti.


Semplice dire che ogni libro è una testimonianza. Retorica. Questa nuova edizione del Trentino Book Festival, dal 13 al 15 giugno di scena a Caldonazzo, è pronta a lasciarne non una, ma più, come nel suo stile. A partire dai protagonisti di questa IV edizione, che anche quest’anno ha le carte in regola per soddisfare ogni “palato”. Ecco allora Dario Fo, custode menestrello che porta in scena il suo nuovo spettacolo la sera di venerdì 13 giugno sul palco del Trentino Book Festival, presentando anche il suo ultimo libro, “La figlia del papa”, seguito dalla sottile e delicata penna di Sveva Casati Modignani presente il pomeriggio del 15 giugno e il ricordo degli esuli istriani raccolto da Simone Cristicchi con “Magazzino 18” (sabato 14 giugno), oltre ad altri autori che negli ultimi tempi stanno trovano con merito riscontro tra la platea di lettori come Andrea Vitali e Gianrico Carofiglio. Parlavamo di testimonianza, di tracce. Tracce che spesso sono ferite. Ferite ancora aperte, come la strage di piazza della Loggia Brescia affrontata nel suo ultimo da Benedetta Tobagi, il caso di Chico Forti su cui ha lavorato Roberta Bruzzone, la morte di Stefano Cucchi presa in esame da Duccio Facchini, che presenteranno nel corso della kermesse i loro ultimi lavori.
Continua…

Brescia 1974, la strage impunita. Intervista esclusiva a Benedetta Tobagi

Quella di piazza della Loggia a Brescia è una ferita che sanguina ancora. Quello strappo profondo innescato il 28 maggio 1974 attraversa le coscienze di chi cerca ancora di fare chiarezza su quello che è accaduto. Otto persone, otto croci, tra cui Livia, una giovane insegnante d’italiano che ama la poesia. Benedetta Tobagi con “Una stella incoronata di buio” (Einaudi, 2013) ci prende per mano e ci accompagna in un viaggio all’interno di quella strage impunita, cercando di trovare la verità al di là di una data e un luogo da ricordare. In attesa di incontrarla venerdì 13 giugno alle 17.45 al Trentino Book Festival 2014, le abbiamo rivolto alcune domande a proposito del suo libro.

Può un libro (come il suo) rendere giustizia ad una strage impunita?
La parola di giustizia attesa dai tribunali è insostituibile. Il racconto può sottrarre all'oblio una strage impunita, come pure le vite che essa ha spezzato. illuminare i meccanismi che hanno prodotto l'impunità, offrire una lettura complessa e articolata degli avvenimenti, perché offrano una chiave di lettura degli eventi passati, e, di riflesso, del presente... Il racconto può fare tutto questo, e in questo, forse, risiede la forma di "giustizia" che esso può offrire agli uomini. Continua…

1914-2014. L'urlo della rovina. Atto unico per coro di montagna e gruppo rock

Il ricordo della guerra si gonfia spesso di retorica, quasi che per un evento tragico come un conflitto mondiale possa avere senso perpetrarne il ricordo e basta. Le generazioni che nel 1914 partirono verso il Fronte sono segnate dal Male della Storia, ingannate, assassinate dai desideri delle grandi potenze europee. Le generazioni del 2014 sono ingannate dai desideri delle grandi lobby economiche e da una classe politica deludente, arrivista, egoista e con poche idee sul futuro da garantire a milioni di ragazzi, rinchiusi in lager virtuali dagli interessi dei colossi della telefonia e dell'industria digitale.
In quasi un'ora di spettacolo si alternano letture, canti di guerra e tradizionali e incantevoli, ma durissimi pezzi rock.
Il Coro La Tor, i Ruinscream e Stefania Scartezzini, venerdì 13 giugno, ore 16.50 - Piazza Municipio: il Trentino Book Festival 2014 comincia con una produzione esclusiva che lascerà senza parole...

"Pulp": da Guido Gozzano a Niccolò Ammaniti

Stefania Simeoni e Samuel Maranelli Lippitz presentano al TBF14 “Pulp - Dialogo tra letteratura e arte figurativa, dalle “farfalle” di Gozzano al “Libro Italiano dei morti” di Nicolò Ammaniti”, una serie di opere visive che dialogano con due opere di epoche diverse che paiono però avere un misterioso legame tra loro. Il poema “Le farfalle. Epistole entomologiche” del poeta crepuscolare italiano Guido Gozzano, scelto dalla Simeoni, è un poemetto didascalico incompiuto e lasciato parzialmente inedito dal suo autore, morto nel 1916.
Si sintonizzano invece sulle frequenze de “Il libro italiano dei morti” dello scrittore pulp italiano Niccolò Ammaniti, le produzioni di Samuel Maranelli Lippitz. Un romanzo mai pubblicato interamente e dalla forte contaminazione trash, con una trama surreale e macabra. Riduttivo sarebbe definirlo una zombie-story.
Stefania Simeoni ha volutamento scelto questo testo letterario poichè anche le sue opere sono una diretta riflessione sul rapporto dell’uomo con la natura. Come il bruco si trasforma in crisalide e rinasce farfalla, Stefania nelle sue opere attua una metamorfosi simbolica e corporea. Per trasformarsi utilizza tre strumenti: il proprio corpo, la macchina fotografica e i materiali della natura.
Continua…

Una vetrina per i nostri sponsor

Sono sempre di più. Accanto al main sponsor, Cassa Rurale di Caldonazzo, sempre più aziende, negozi e realtà cooperative stanno decidendo di accompagnare la quarta edizione del Trentino Book Festival. Si tratta di imprenditori, titolari e amministratori che hanno voluto portare un tangibile sostegno a questo evento culturale dal forte richiamo. Il loro aiuto consentirà all'organizzazione di arricchire l’esperienza ed i contenuti del Festival, senza per questo pesare ulteriormente sulle spalle dell'Ente Pubblico.
Di fronte a tanto entusiasmo e ad una tale, disarmante disponibilità, la direzione del Trentino Book Festival ha deciso di concedere agli sponsor che hanno scelto dall'opzione "bronze" in su un'ulteriore vetrina che presenteremo ciclicamente anche su Facebook. Un piccolo segno di ringraziamento per chi, in tempi non proprio favorevoli, ha creduto nell'importanza e nelle lente ma efficaci ricadute, dell'investimento in campo culturale.
Alle aziende e alle associazioni che lo sostengono, TrentinoBookFestival garantisce una grandissima visibilità, attraverso diverse forme di comunicazione e presenza sui mass media locali e nazionali.
A tutti, il nostro più sentito, grande GRAZIE!!!
Info: T. 340.3723222 segreteria@trentinobookfestival.it

Geronimo e Tea Stilton: per i piccoli lettori del TBF Junior, a Caldonazzo arrivano "I Topinghi"

Domenica 15 giugno, alle 10.45, i piccoli lettori del Trentino Book Festival Junior si svegliano con “Arrivano i Topinghi”, il nuovo spettacolo di Geronimo e Tea Stilton. Si tratta di uno spettacolo unico, molto atteso (qui la preview www.youtube.com/watch?v=SG-7RwDKgkI), in cui Geronimo Stilton, accompagnato dall’intrepida sorella Tea, racconterà a centinaia di piccoli fan la loro ultima avventura.
Al termine dello spettacolo i due topi-eroi, in pelliccia e baffi, saranno disponibili per autografare con dedica i loro libri, si metteranno in posa per una foto ricordo e distribuiranno gadget al pubblico di bambini amanti delle loro storie.
Da non perdere!

Continua…

"Una stella incoronata di buio". Benedetta Tobagi indaga i misteri recenti della vita italiana

Sono passati 40 anni da quel 28 maggio 1974, quando in piazza della Loggia a Brescia, nel corso di una manifestazione antifascista, esplode una bomba che uccide otto persone fra cui Livia, un'insegnante di italiano che ama la poesia. Insieme a queste esistenze, scompare un mondo intero; il mondo prima del 1974, un anno che marca un punto di svolta per l'Italia e non solo. Dopo, niente e nessuno sarà mai piú uguale.
Venerdì 13 giugno, a Caldonazzo, Benedetta Tobagi, con il suo libro "Una stella incoronata di buio" (Einaudi) ci conduce in un viaggio dentro i misteri recenti della vita italiana, per cercare di vedere anche al di là di una verità sempre incompleta e per fare in modo che una strage impunita non si riduca semplicemente a un luogo e a una data.

"Lo Stato Bisca" di Carlotta Zavattiero: al TBF14 si presenta il "libro che non c'è"

Al prossimo Trentino Book Festival ci sarà anche questo: la presentazione di un libro "che non c'è", nel senso che – non si è capito per quale ragione – è stato ritirato dal commercio solo pochi mesi dopo la pubblicazione (ne stiamo recuperando alcune copie su internet e al TBF distribuiremo gratuitamente alcune copie autoprodotte).

Si tratta de "Lo Stato Bisca" della giornalista Carlotta Zavattiero. La prima inchiesta a tutto campo sul gioco d’azzardo “legale” in Italia, un fenomeno in inquietante crescita. La Zavattiero esamina tutti gli aspetti del gioco d’azzardo con dovizia di dati in un saggio che è anche una guida all’autodifesa e al gioco consapevole.
Sabato 14 giugno a Caldonazzo, Carlotta dialogherà con Alberto Faustini, direttore del "Trentino" e del "Alto Adige", anche lui da sempre impegnato nella lotta al gioco d'azzardo di Stato. Un incontro da non perdere, per conoscere più da vicino quello che qualcuno vorrebbe che non conoscessimo troppo a fondo... Un fenomeno che, silenziosamente, sta distruggendo la vita di migliaia di famiglie italiane.

Flannery O’ Connor: "L’infinita misura del limite"

A cinquant'anni dalla morte, il Trentino Book Festival rende omaggio a Flannery O’ Connor, con la mostra "L’infinita misura del limite", prodotta dal “Meeting per l’Amicizia fra i popoli” e curata da Dino D’Agata, Annie Devlin, Abby Holtz, Nick Kraus, Stephen Lewis, John Martino, Pietro Rossotti, Amy Sapenoff, James Sternberg, Chiara Tanzi.


Flannery O’Connor (1925 –1964): una vocazione letteraria, una malattia, la vita di una cattolica nel Sud protestante degli Stati Uniti d’America. Scrittrice di racconti la cui visione è costantemente modellata dai sensi, un’artista che abbraccia i propri limiti come la possibilità, per un misterioso incontro, con il “senza” limite, con l’Eterno. I protagonisti dei suoi racconti sono perlopiù delle incarnazioni degli aspetti più scioccanti e distorti della natura umana, così che l’intrusione della Grazia appaia come puro dono e non necessariamente ovvia. Grazia che tuttavia è presente nei più marginali, e spesso più assurdi, momenti dell’esistenza umana. Attraverso la commedia del suo stile, i particolari della vita dei suoi personaggi diventano così una apertura verso l’Eterno. La più grande eredità che Flannery O’Connor ha lasciato è quella di invitare a guardare l’Assoluto, il Mistero profondo che chiama attraverso quella realtà che tutti possono vedere e toccare con mano.